Ansa
L'intervista
Zangrillo: “Ma quale scudo penale, con Rogoredo non c'azzecca nulla”
"Ancora una volta, per combattere il contenuto di un’iniziativa legislativa del governo si utilizza un episodio di cronaca in modo molto scomposto. Moderazione e buonsenso devono appartenere a chiunque faccia politica" dice il ministro per la Pubblica amministrazione
Venezia. Nessuna esitazione, nessuna strumentalizzazione. “Ci troviamo di fronte a una pagina oscura”, dice al Foglio Paolo Zangrillo, ministro per la Pubblica amministrazione, in merito ai fatti di Rogoredo. “Un servitore dello stato ha compiuto un’azione vile, disonorando la sua divisa e creando un danno ai colleghi e all’intero corpo di Polizia. Ciò detto, dobbiamo mantenere la lucidità: è importante non sollevare un polverone, non cercare di utilizzare l’episodio per delle generalizzazioni che nulla hanno a che vedere con lo stato dell’arte”. Il centrosinistra sostiene che se il decreto sicurezza fosse già stato in vigore, l’indagine su Cinturrino non sarebbe nemmeno stata aperta. E la verità non sarebbe emersa. “Ma questa è una cretinata enorme, un argomento del tutto pretestuoso. Va chiarito una volta per tutte”.
Ci spieghi, ministro. “Intanto bisogna specificare subito che non esiste e non esisterà alcuno scudo penale a favore delle forze dell’ordine: è un termine che non si dovrebbe nemmeno utilizzare, ma siccome l’opposizione continua a richiamarlo in modo reiterato…”. Anche oggi, dal Pd al M5s passando per Avs. “Chi ha letto davvero il decreto sicurezza sa perfettamente che la fattispecie prevista fa riferimento a un’azione compiuta per legittima difesa, cioè nell’adempimento del proprio dovere: nel qual caso l’imputato non viene inserito nel registro degli indagati, ma altrove, avendo poi la magistratura la possibilità di fare tutte le verifiche del caso. Sono previsti cinque mesi per svolgere le opportune indagini senza alcuna alterazione. La ratio di questa parte del decreto è pensata per tutte quelle persone che sono sottoposte per mestiere a situazioni di conflitto: garanti dell’ordine pubblico durante eventi sportivi, manifestazioni. È una norma che vuole evitare l’automatica iscrizione nel registro degli indagati: in origine l’avviso di garanzia era stato concepito a tutela dell’imputato, oggi purtroppo è diventato una sentenza di condanna preventiva. Per questo vogliamo intervenire. E’ evidente che l’episodio di Rogoredo non c’azzecca nulla con le considerazioni delle opposizioni. Ha tutta un’altra realtà rispetto alla legittima difesa, come appurato da questura e procura”. Siamo di fronte a un poliziotto omicida. “Dunque, ancora una volta, per combattere il contenuto di un’iniziativa legislativa del governo si utilizza un episodio di cronaca in modo molto scomposto”.
Lo sta facendo parte del centrosinistra oggi, l’ha fatto parte del centrodestra difendendo il poliziotto a tempo di record. Zangrillo predica prudenza. “Quando si verificano casi come questo serve sempre molto equilibrio”, sottolinea il ministro di Forza Italia. “Un conto è stigmatizzare il comportamento di un manifestante che prende a martellate un agente, in presenza di immagini chiare. Tutt’altro è commentare una circostanza alla quale non si ha assistito e se ne ha notizia soltanto per sentito dire: prima di affrettarsi alle conclusioni bisogna essere prudenti. E la faccenda di Rogoredo ce lo conferma. E’ un buon consiglio per tutta la cosa pubblica. Moderazione e buonsenso devono appartenere a chiunque faccia politica e si espone dal punto di vista mediatico, influenzando così anche le percezioni dei cittadini. Abbiamo la responsabilità di parlare nei tempi e nei modi opportuni. Essere pompieri e non incendiari. Purtroppo però non credo che ci sia tale sensibilità: questo episodio è stato messo addirittura in relazione con la separazione delle carriere. Per sostenere le proprie ragioni al referendum si fa di tutto”.
L’ha fatto il fronte del no, ma anche quello del sì. “Ogni collegamento con Rogoredo è pura fantasia. Chi lo sfrutta per ribadire che la separazione delle carriere è un elemento disgregante che mette in discussione gli equilibri costituzionali, fa della banale strumentalizzazione. Certi atteggiamenti di pancia sono un danno per tutti”. Facciamo un appello bipartisan? “Facciamolo”.