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il candidato
Per il Campo largo in Puglia convivere con la Xylella non è così male
Per il fronte progressista a Conversano il candidato è Franco Fanizzi, ordinario di Chimica generale all’Università del Salento. Tra le sue battaglie quella sulla ricerca degli ulivi con zinco, rame e acido citrico, anche se l'unico metodo riconosciuto per arginare il batterio che ha seccato venti milioni di ulivi è l'eradicazione
Bari. Il campo largo ha indicato come candidato al comune di Conversano, in provincia di Bari, Franco Fanizzi, ordinario di Chimica generale all’Università del Salento. Fanizzi viene descritto come un attivista in campo ambientale, di sinistra, segnalando che tra le sue battaglie c'è quella sulla Xyella. Fanizzi infatti è coautore, insieme al collega Scortichini, della ricerca sulla presunta cura degli ulivi con zinco, rame e acido citrico. Ed è contrario alle eradicazioni, unico rimedio riconosciuto per arginare il batterio che ha seccato oltre venti milioni di ulivi. La notizia della candidatura di Fanizzi per il centrosinistra a Conversano arriva all’indomani dell’ordinanza del tribunale di Bari che ha disposto l’archiviazione del procedimento contro Donato Boscia, lo scienziato del Cnr ingiustamente accusato per dieci anni che per primo ha riconosciuto la Xylella e si è battuto per difendere la strategia di eradicazioni e contenimento. Una tesi ora sostenuta anche dai consulenti della procura di Bari: “Se il problema Xylella fosse stato affrontato immediatamente, nel 2013, estirpando immediatamente le piante infette – c’è scritto nell’ordinanza – senza perdere quasi sei anni di tempo, la malattia sarebbe stata localizzata in un’area molto ristretta del Salento e non si sarebbe propagata oramai in ben quattro province della regione Puglia”. Il candidato Fainizzi, invece, sostiene che con il batterio si può convivere bene e dalla malattia si può guarire: “Centinaia di ulivi colpiti dalla Xylella in provincia di Lecce si sono ripresi spontaneamente”. A smontare quest’altra teoria ci ha pensato proprio Boscia: “Stiamo assistendo ad una fisiologica e ciclica attenuazione del fenomeno in alcune aree del Salento, dovuta essenzialmente a una fluttuazione della popolazione dei vettori. La storia di questo batterio ci dice che non c’è da fidarsi”. Il candidato progressista di Conversano, invece è ottimista: non solo dalla Xylella si guarisce, ma l’olio delle piante malate è pure più buono: “Il maggior contenuto di polifenoli riscontrato nelle analisi ha reso migliore la qualità di questo nuovo olio rispetto a quello tradizionalmente più dolce”.
Il caso di Fanizzi è solo l’ultimo esempio di politico negazionista scelto dal centrosinistra. L’assessore alla Legalità di Bari Nicola Grasso, scelto dal sindaco Vito Leccese, è un tipo che considera la Xylella un complotto delle multinazionali e attacca la scienza “ufficiale”paragonandosi a Galileo Galilei: “Quando hanno scoperto che la Terra era sferica era la scienza ufficiale a sostenere il contrario”. A oggi in Puglia sono stati contagiati 21 milioni di ulivi su 8 mila chilometri quadrati, pari al 40 per cento dell’intera regione. Nel novembre 2025, il Joint Research Centre della Commissione Ue, in collaborazione con l’Efsa (l’autorità sulal sicurezza alimentare dell’Ue), ha aggiornato la classifica dei parassiti da quarantena più pericolosi: Xylella fastidiosa si conferma al primo posto, con un potenziale di perdite annue da produzione agricola stimato in 7,1 miliardi di euro in uno scenario di diffusione completa sul territorio comunitario, con oltre 540 mila posti di lavoro a rischio. “Se non si individueranno altre forme di contrasto della Xylella questo folle piano ricomincerà a distruggere il nostro territorio. Si proceda a individuare misure alternative e meno pesanti per raggiungere l’obbiettivo del contenimento senza danneggiare irreversibilmente le comunità locali”. Lo diceva Cristian Casili, sponsorizzando le tesi di Scortichini e Fanizzi. Casili è il politico del M5s che convinse la comica Sabina Guzzanti e il cantante Nandu Popu che la Xylella era un complotto della Monsanto per mette in Puglia gli ulivi ogm, che non esistono. Il presidente della regione Puglia Antonio Decaro lo a nominato assessore al Welfare.