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la lettera

Perché il governo ha deciso di candidare Martina alla direzione della Fao. Ci scrive il ministro Lollobrigida

Francesco Lollobrigida

Non c’è un direttore europeo da 50 anni e mai un italiano ha ottenuto questo ruolo in 80 anni di storia dell’organizzazione. L’Italia merita questo ruolo di primo piano e l'attuale vicedirettore generale è l'uomo giusto

In molti si chiedono perché il governo Meloni abbia scelto di candidare Maurizio Martina alla direzione generale della Fao.

In Italia, in un clima da campagna elettorale permanente, sembra un’anomalia scegliere una persona competente a rappresentare la Nazione, la nostra Italia, in un ruolo prestigioso e importante come la direzione della Food and agricoltural organization.

Io considero invece questa scelta, una scelta naturale. Maurizio è stato ministro dell’Agricoltura per 4 anni e ha esperienza e conoscenza di un settore strategico ed essenziale per assicurare la sicurezza alimentare.

È stato Vicedirettore aggiunto per tre anni in Fao e per altri tre Vicedirettore vicario, ruolo al quale è stato sostenuto e candidato proprio dal nostro Governo. Abbiamo collaborato durante questi tre anni su temi concreti senza pregiudizi di alcun tipo. In altre parole, Maurizio Martina è il candidato giusto a ricoprire quel ruolo.

Ci saranno probabilmente altri candidati europei con i quali ci dovremo confrontare, e lavoreremo per trovare l’unità sulla sua candidatura perché l’Europa a sua volta dovrà fare i conti con i candidati di altri continenti.

Non c’è un direttore della Fao europeo da 50 anni e mai un italiano ha ottenuto questo ruolo in 80 anni di storia dell’organizzazione. L’Italia merita questo ruolo di primo piano per quello che può dare al mondo e per le capacità del candidato.

Molti nostri elettori si sono stupiti e forse arrabbiati perché abbiamo scelto uno dell’altra parte. Mi permetto di dire loro: siate orgogliosi se piuttosto che la nostra parte, o il partito, mettiamo al primo posto l’Italia.

Molti a sinistra sono restati perplessi immaginando forse che dietro questa scelta si celi chissà quale accordo di palazzo. Mi permetto di dire loro: riflettete su questo modo di guardare le cose e se un giorno doveste tornare a governare provate anche voi a scegliere sempre quello che conviene alla Patria.

Moltissimi però hanno capito e apprezzato questa scelta e lavoreranno con noi per raggiungere il risultato. In un tempo di risse televisive, di aspri e inutili scontri, spero che questa scelta possa contribuire a farci sentire prima di tutto orgogliosi di essere italiani.

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