Il Pd che sta in Ucraina

“Schelin doveva essere qui a Kyiv. Meloni? Non sia il ventre molle della Ue”. Parla Picierno

Gianluca De Rosa

La vicepresidente del Parlamento europeo è in Ucraina per il quarto anniversario dall'invasione russa: "Essenziale che l'Europa rimanga al fianco degli ucraini"

“E’ la terza volta che vengo in Ucraina dall’inizio dell’invasione e credo che sia un dovere politico e morale. Non c’è sinistra senza lotta per la libertà. Stare con la resistenza ucraina contro l’imperialismo fascista russo è oggi l’unico vero presidio del progressismo europeo. L’Ucraina è, parafrasando Hölderlin, la terra dove cresce ciò che salva e la sessione Black sea security forum alla quale ho partecipato ha reso evidente tutto questo. Mentre infuriano droni e bombe la parte migliore d’Europa si chiede come essere più solida e forte”. Pina Picierno, eurodeputata del Pd e vicepresidente del Parlamento europeo, è in Ucraina per partecipare alle celebrazioni del quarto anno dall’inizio dell’invasione russa. Rispetto agli scorsi anni, come ha trovato il paese e i suoi cittadini? “Li ho trovati sempre più europei, sempre più consapevoli, con voglia di esserci e difendere il loro futuro”. (De Rosa segue nell’inserto I) “Qualcuno – prosegue Picierno – dice e scrive che in Italia e in Europa c’è stanchezza verso questo conflitto. Provassero a venire in questa parte d’Europa. Non ho mai trovato una città così indisponibile alla resa come Odessa. Più passa il tempo e più questi due sentimenti sono diffusi e radicati”.

Oggi per le celebrazioni ci saranno anche i presidenti di Commissione e Consiglio Ue, Ursula von der Leyen e Antonio Costa. Poi Zelensky avrà una call con i leader dei “volenterosi”. Per l’Italia, invece, ancora non è chiaro chi parteciperà, c’è meno consapevolezza e attenzione verso Kyiv oggi? “Non credo”, risponde Picierno. “Temo piuttosto che emergano opportunismi di governo condizionati anche dall’instabilità dei rapporti atlantici. Nella cultura Maga c’è indubbiamente l’aggressione ai diritti e alle libertà. Ma questa fa tutt’uno anche con il radicale cambiamento di prospettiva verso l’Europa e il conflitto di Putin. Meloni rischia seriamente di ridurre l’Italia a ventre molle dell’Europa. Lo ripeto da anni, il posto dell’Italia è con i volenterosi. Per quanto forse insufficiente e limitata – prosegue l’eurodeputata – è l’unica iniziativa europea in grado di determinare uno spazio di azione diplomatica e militare. Il resto sono chiacchiere”.    

Anche nel Pd, il suo partito, l’attenzione sta diminuendo? Durante l’ultima direzione è stata proprio lei a incitare la segretaria Elly Schlein a venire in Ucraina, dove in quattro anni di guerra non è mai stata. Anche questa volta però Schlein non sarà con lei. “Più che altro – risponde Picierno – non sarà accanto agli ucraini che combattono con forza e coraggio contro un sistema oligarchico e cleptocratico. Esserci è dimostrare che l’alternativa alla destra è la fiducia nell’integrazione europea, nel multipolarismo e nel diritto internazionale. L’alternativa alla destra è il contrasto all’ideologia delle potenze fondate sull’aggressione militare. Tutto questo passa da qui, passa da Kyiv. Dopo quattro anni dovrebbe essere chiaro”.

In Europa intanto l’Ungheria continua a provare a fermare i 90 miliardi di prestito verso l’Ucraina. Non ci riuscirà, però Budapest e il governo slovacco provano ora a bloccare anche il nuovo pacchetto di sanzioni verso Mosca. “I continui ricatti dei tirapiedi del Cremlino – dice la vicepresidente del Parlamento europeo – hanno stancato gli stessi ungheresi. Mi auguro che gli spot elettorali che provengono dall’Italia siano presi poco sul serio e che le prossime elezioni possano rappresentare una svolta per quel paese. In ogni caso, abbiamo già dimostrato che nonostante permanga l’odioso diritto di veto, questo non può essere utilizzato per ricattare un intero continente. Abbiamo gli strumenti per limitarlo e li abbiamo già utilizzati”.

Entro fine settimana intanto ci sarà un nuovo round di colloqui tra russi e ucraini, Zelensky però ha denunciato le esercitazioni congiunte di Russia e Bielorussia, ricordando come l’ultima volta poi ci fu l’offensiva. Cosa c’è da aspettarsi? “Siamo allo snodo cruciale. Come era ragionevole temere, tavoli e accordi di pace fanno un passo avanti e due indietro. L’aggressore, anche se consapevole di aver trascinato il proprio paese in un lungo conflitto da cui prevedeva di uscire in tempi rapidi, non è disposto a cedere perché sa che la sopravvivenza del regime del Cremlino è sottoposta al delirio della sua volontà di potenza. Allo stesso tempo, l’aggredito non ha più nell’alleato statunitense una ragione di stabilità a medio e lungo termine. La tenacia dell’Europa sarà fondamentale”.

Secondo la banca mondiale per ricostruire l’Ucraina servono oltre 500 miliardi, è anche per questo che in tanti chiedono la fine di questa distruzione, no? “In queste ore l’urgenza è sostenere la resistenza militare e civile degli ucraini. E’ giusto però già parlare di ricostruzione perché quel paese ha bisogno e desiderio di futuro. L’Ucraina in pace e nell’Unione Europea segnerà un passaggio definitivo e cruciale nel processo di integrazione. Qualcosa che somiglierà molto da vicino all’unificazione tedesca, sia in termini di portata storica che di risorse. Non so bene quante ne serviranno, probabilmente quella cifra è corretta. Ma so che saremo pronti ad affrontare ogni sfida pur di tornare alla pace, al diritto e alla libertà”, conclude Picierno.

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