Ansa
L'intervento
Moltiplicare i Cpr non è la soluzione, si torni all'accoglienza diffusa
Si cambi la norma e si affermi che ai Cpr vanno solo i soggetti pericolosi, non solo in via prioritaria, ma esclusiva. E si ripristini per i richiedenti asilo un sistema diffuso nei comuni di centri per imparare l’italiano e formare al lavoro richiesto dalle nostre imprese
Basta dividersi sulla sicurezza. Meglio fermarsi a ragionare e trovare un accordo. Regione e comune prima di tutto. E poi sfidare il governo a trovare i punti di un patto per la sicurezza condiviso. Perché questo scontro continuo (di cui ritengo responsabili prima di tutto gli esponenti della destra bolognese) allontana i cittadini e accresce la sfiducia nella nostra democrazia: cosa che ritengo il principale problema da affrontare. Con questi numeri di elettori che si astengono occorre una risposta concreta e forte e praticabile. Molti cittadini, per me la maggioranza, vivono la mancata sicurezza nella vita quotidiana delle città come una condizione sempre più insopportabile. De Pascale e Lepore lo sanno bene. E bene ha fatto e fa De Pascale a sollevare il tema. Ma occorre un accordo preventivo con il comune, primo perché sono dello stesso partito e questo sconcerta i cittadini informati, secondo perché senza Bologna metropolitana anche la regione non va da nessuna parte.
Una istituzione e un partito devono essere popolari, devono sapere interpretare e rispondere ai bisogni dei cittadini senza cavalcare il populismo, che risolve niente, ma insegue, additando il nemico di turno. Ecco sulla sicurezza si è aperta una brutta gara che riassumo così: sono il vostro capo, per questo vi seguo. Ma invece non va inseguito il senso comune, ma indicare una risposta che non si fermi all’immediato e riporti fiducia, prospettiva, buon senso. In base alla mia esperienza di sindaco dico che i Cpr oggi funzionano male. In passato si chiamavano Cie. A Bologna c’era. Io ci sono andato: una situazione di degrado e abbrutimento. E ho chiesto di chiuderlo. Resta un fatto: nel 2017, noi al governo abbiamo cambiato nome in Centri per il rimpatrio. La norma dice che in via prioritaria debbono andarci i soggetti pericolosi per l’ordine pubblico e quelli per cui esiste un accordo con i paesi di provenienza. Cosa non va? Non funziona il meccanismo delle espulsioni, che restano molte meno del necessario. La capienza totale dei Cpr esistenti oggi è sottoutilizzata, i posti vuoti sono più del 50 per cento. Allora perché farne degli altri? Solo per illudere che si dà una risposta? E dire no senza indicare una alternativa non è l’altra faccia della medaglia? Si cambi la norma e si affermi che ai Cpr vanno solo i soggetti pericolosi, non solo in via prioritaria, ma esclusiva.
Si ripristini per i richiedenti asilo un sistema diffuso nei comuni di centri per imparare l’italiano e formare al lavoro richiesto dalle nostre imprese. Si distingua in modo concreto la condizione di immigrato da quella di delinquente. Per me occorre una proposta di sicurezza democratica complessiva, in regione o nazionale, ma una proposta alternativa, che parli a tutti i cittadini, non solo a quelli a sinistra o a destra già convinti e contrapposti. Oggi le forze di polizia sono sotto organico, ci vogliono assunzioni, la continua introduzione di nuovi reati del governo non sta risolvendo il problema, non c’è più sicurezza nelle città. Non c’è sui reati di strada che coinvolgono i cittadini, mentre è vero che da anni l’insieme dei reati è in calo. Una proposta vera richiede la riorganizzazione delle tante forze di polizia e dei vigili urbani, una polizia di quartiere, diffusa sul territorio, organizzata per presidiare e prevenire, con il controllo dei luoghi. Senza controllo del territorio, si reprime solo dopo, a reati compiuti. Insomma, la violenza e i delinquenti vanno condannati e ci vuole soprattutto la certezza della pena. Niente giustifica la violenza, nemmeno la condizione di emarginazione. Infine: con questa destra esiste la possibilità di un dialogo nell’epoca di Trump e Vannacci ? Io non credo, ma sfidarli nel merito, con proposte ai cittadini resta il modo migliore per smascherare la cattiva fede delle loro sparate.
Virginio Merola, ex sindaco di Bologna