Il caso
La disfida della braciola di cavallo
La nuova contesa del senatore Damiani contro l’ex ministro Brambilla e la proposta di divieto per la macellazione di carne equina
Dalla Disfida di Barletta a quella più impensabile, legata al futuro della "braciola di cavallo”: animatore della nuova contesa è il senatore Dario Damiani, originario proprio della città dove si esibì contro i francesi il condottiero Ettore Fieramosca. Casus belli è la proposta di divieto di macellazione di carne equina avanzata dall’ex ministro Michela Brambilla, che fa il paio con quella promossa dalle parlamentare Susanna Cherchi del M5S e da Luna Zanella di Avs.
Cosa prevede la norma in discussione al Senato? Nel testo si codifica il divieto di macellazione di cavalli, asini, muli, pony e bardotti in quanto animali da affezione e quindi giuridicamente non destinati alla produzione alimentare. Seguono sanzioni pecuniarie pesanti e anche la reclusione da 3 anni a 3 mesi. Il forzista Damiani non ci sta, si schiera a difesa delle bracerie non solo pugliesi che grigliano costate di cavallo (nonché del ragù barese che si fa solo con carne equina), e si “butta” sulla filosofia enogastronomica e sulla difesa dell’identità della cucina italiana: “Le proposte di legge che mirano a imporre il divieto di macellazione e consumo di carne di cavallo nel nostro Paese non tengono conto delle tradizioni gastronomiche di molti territori come la Puglia, ma anche Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Campania, Lazio e Sicilia”. Non sazio, il politico pugliese allarga lo sguardo all’Europa: “Se allarghiamo lo sguardo agli altri Paesi europei, Belgio, Lussemburgo e Paesi Bassi consumano in media una quantità di carne equina analoga alla media italiana”.
Il monito di Damiani mette questi appetito: “Vietare di colpo questo alimento significherebbe quindi cancellare un'identità gastronomica e colpire una filiera economica tradizionale molto significativa per alcune realtà locali, mettendo in ginocchio centinaia di attività, dalle macellerie specializzate agli allevatori, con gravi ripercussioni occupazionali”. C’è infine anche la postilla nutrizionale: “Va precisato che la carne equina è un alimento di alta qualità, ricca di proteine nobili, con un elevato contenuto di ferro biodisponibile, vitamine del gruppo B, Omega-3, povera di grassi e colesterolo; quindi un alimento consigliato a sportivi, bambini, donne in gravidanza e soggetti anemici". Infine il profilo turistico: “In Puglia c’è una tradizione esaltata anche in alcuni periodi dell'anno da sagre locali che attirano migliaia di visitatori. Mi auguro che la politica non agisca sull'onda di emotività o ideologie, ma cerchi una sintesi tra rispetto delle tradizioni, sostegno alle imprese locali e mutate sensibilità. Dal canto nostro difenderemo la libertà di scelta dei consumatori e la sopravvivenza di una filiera storica per la nostra economia regionale”. La battaglia politica, quindi, non si focalizza solo sul referendum ma ha anche una nuova appendice tra macellerie e bracerie…