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Passeggiate romane

Schlein front woman contro la riforma Nordio per dimostrare a tutti che è lei l'anti Meloni

Se vincerà il No, allora la segretaria del Pd sarà la protagonista di quel successo. Intanto Conte sta ragionando sulle prossime mosse guardando alle primarie. E come lui anche il costituendo centro del campo largo che è già d'accordo sul nome: Silvia Salis

Polemizzano con Giorgia Meloni che vuole entrare come osservatrice nel board per Gaza. Attaccano il ministro della Giustizia Carlo Nordio che inanella una gaffe dietro l’altra sul referendum della giustizia. Ma in realtà i leader dell’opposizione sono tutti presi solo da un argomento. Chi comanderà le truppe alle elezioni politiche del 2027? Già, chi? Elly Schlein pensa di essere lei la fortunata. Ha fatto una scommessa sulla vittoria del No al referendum ed è diventata la front woman di quello schieramento che vuole fare la riforma Nordio a pezzi. Ogni giorno una dichiarazione. Quasi ogni giorno un tour in una città, ogni weekend che Dio comandi un capoluogo di regione da dove lanciare il suo No alla separazione delle carriere. E’ chiaro che se vinceranno gli oppositori della riforma Nordio, sarà Schlein la protagonista di quel successo. Di più: in questo modo, se anche il governo non dovesse subire un effetto boomerang, comunque sarebbe chiaro a tutti che c’è solo un confronto: Schlein vs Meloni. Il resto è contorno. Almeno questo è quello di cui sono convinti al Nazareno.

 

Persino Giuseppe Conte vede che il suo, di viaggio per l’Italia, e la sua, di campagna d’ascolto, non stanno funzionando bene come quelli della segretaria del Pd. Perciò il leader del M5s sta ragionando sulle prossime mosse. E la prospettiva delle primarie per la leadership del centrosinistra che inizialmente gli sembravano un azzardo, poi un’opportunità, dopo ancora una ratifica del suo secondo posto rispetto a Schlein, adesso tornano a sembrare allettanti. Alla peggio in quel modo l’ex premier conquisterà una percentuale di voti più alta di quella che normalmente i sondaggi attribuiscono al suo movimento. Non solo, seguendo quella strada, Conte potrà spiegare a quella fetta (non indifferente) del suo elettorato che nutre diffidenza nei confronti del Pd, perché ha passato lo scettro proprio alla segretaria dem.


E siccome le primarie diventano ogni giorno che passa la prospettiva più plausibile per il futuro centrosinistra, il problema del candidato premier, o meglio, della candidata, se lo sta già ponendo il costituendo centro del campo largo, benché ancora non si sia costituito. Dovrebbero lavorarci, nella reciproca diffidenza, Alessandro Onorato, Ernesto Maria Ruffini e Matteo Renzi. Quel polo di centro che dovrebbe affiancare M5s, Pd e Avs non è ancora pronto al debutto, ma i suoi esponenti di spicco si stanno già interrogando su chi candidare alle primarie. Anzi, su come convincere chi vogliono candidare a mollare gli ormeggi e a presentare la sua candidatura nei gazebo. Il nome a cui pensano sia Ruffini sia Onorato sia Renzi (a parte quello che di primo acchito verrebbe loro in mente, cioè il proprio) è uno solo: Silvia Salis. E’ la sindaca di Genova, secondo i tre, colei che può portare voti al futuribile centro. L’unica che potrebbe convincere persino elettori del Pd o delusi del M5s a sposare quella causa. Lei ufficialmente si tiene fuori dalla contesa delle primarie che, anzi, ha molto criticato. Però sotto sotto ci sta riflettendo, come hanno capito i suoi interlocutori politici degli ultimi giorni. Certo, arrivare terza non sarebbe il massimo per lei, ma avendo appena debuttato in politica, questo piazzamento non le precluderebbe la possibilità in futuro di presentarsi come volto seminuovo del centrosinistra. E poi, i sondaggi lasciano intendere che il suo potrebbe essere un ottimo exploit a sorpresa, che potrebbe lasciare sorpresi molti leader del centrosinistra.


E sempre a proposito del centrosinistra, lunedì prossimo, a Roma, Goffredo Bettini ha organizzato un party di finanziamento della “sua” Rinascita, che vedrà la luce ai primi di marzo. Ha invitato sia Schlein sia Conte e, ovviamente, il sindaco Roberto Gualtieri. Nella mente dell’esponente dem sarà quello il giornale del campo largo. D’altra parte Bettini, notoriamente, ha buoni rapporti sia con Conte sia con Schlein e Onorato e ultimamente ha ricucito persino con Renzi.