lo scenario
Università e rapporti con la politica: come sarà l'Ucei di Ottolenghi
La nuova presidente dell'Unione delle comunità ebraiche italiane viene dal mondo accademico. L'impegno pedagogico, la lotta all'antisemitismo e le interlocuzioni istituzionali (in continuità con la predecessora Di Segni)
Tra i candidati a succedere a Noemi Di Segni alla guida dell’Unione delle comunità ebraiche italiane (Ucei), Livia Ottolenghi era quella con il maggior standing. Sessantatré anni, docente ordinaria di odontoiatria alla Sapienza di Roma, oltre 3400 citazioni accademiche e 150 pubblicazioni scientifiche, Ottolenghi vanta un lungo impegno nelle organizzazioni ebraiche, sin dall’età giovanile. Dopo un percorso nell’Ugei (Unione giovani ebrei d’Italia) e nell’Eujs (European Union of Jewish Students), entra nel consiglio degli Asili Israelitici di Roma e poi in quello della Comunità ebraica di Roma. Già nel 2021 si era candidata alla presidenza Ucei, ma questa volta, forte di una lista “nuova”, Habait, è riuscita a raccogliere consensi trasversali. Anche grazie alla promessa di “un progetto di governance ampia e rappresentativa di tutte le anime del consiglio”. In questi anni ha svolto l’incarico di assessore alla Scuola e all’Educazione ed è proprio quest’approccio pedagogico che potrebbe marcare un obiettivo del suo mandato: soprattutto sul fronte universitario, dopo l’esperienza maturata in un ateneo come La Sapienza, uno di quelli in cui le proteste pro Pal sono state più forti. Ciononostante, come ebbe a dire la stessa Ottolenghi in un’intervista di un paio di anni fa, “ogni ebreo vive questa guerra come un momento molto doloroso e drammatico. Ci troviamo di fronte ancora una volta a grandi interrogativi, in cui l’esistenza di Israele è messa a rischio, un rischio che coinvolge anche noi ebrei italiani. Tuttavia, la mia esperienza è che oggi la situazione sia meno grave di quella che vivemmo per i fatti del 1982”.
Se sul versante educativo e universitario, insomma, ci sarà un’attenzione particolare, dal punto di vista delle interlocuzioni politiche l’elezione di Ottolenghi è vista come un segnale di continuità rispetto al lavoro portato avanti dall’Ucei in questi anni. Una delle battaglie della presidenza Di Segni è stato il tentativo di convincere le forze politiche ad approvare un testo di legge per il contrasto all’antisemitismo. Da questo punto di vista la nuova presidente dell’Ucei vedrà, con ogni probabilità, il varo di quel ddl in corso di esame in commissione Affari costituzionali al Senato. Le prime reazioni alla sua elezione alla guida dell’Ucei hanno fotografato lo stato dei rapporti tra forze politiche e Comunità ebraiche: buoni con la maggioranza, proficui con il sindaco di Roma Roberto Gualtieri e con i riformisti del Pd, praticamente nulli con il Nazareno e con M5s e Avs. Anche se rispetto alla presidenza Di Segni, nei confronti di chi ostacola l’adozione di un ddl per il contrasto all’antisemitismo, i toni potrebbero essere più morbidi.