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La Camera approva la fiducia sul dl Ucraina: 207 sì, 119 no e 4 astenuti

A Montecitorio passa la fiducia sul dl Ucraina. Spaccature nel campo largo sul provvedimento. I vannacciani votano Sì alla fiducia ma non si esprimeranno contro il decreto

Redazione

La Camera ha votato con esito positivo la fiducia posta dal governo sul decreto ucraina. La questione di fiducia è passata con 207 sì, 119 no e 4 astenuti. Nel pomeriggio, dopo i question time, sarà votato il provvedimento. Sulla fiducia, intanto, sono stati rispettati gli schieramenti di voti previsti sia nelle opposizioni che nella maggioranza, con il Pd che ha annunciato voto favorevole sul decreto ma ha votato contro la fiducia, mentre M5s e Avs contrari a entrambi i punti. Anche se l'appuntamento doveva servire a far emergere le divisioni nella maggioranza, sono emerse le solite crepe nel campo largo. "Chiedo ai 5 stelle e ad Avs di non presentare ordini del giorno - si era augurata la deputata del pd Lia Quartapelle - e, soprattutto, di non prestarsi a un voto insieme ai vannacciani. Una cosa del genere non solo darebbe l'idea di una frantumazione dell'Italia, ma anche del centrosinistra. Ci manca solo questo". Un appello che non è stato accolto. E infatti con il provvedimento saranno votati anche una serie di ordini del giorno contro l'invio degli armamenti a Kyiv. Non solo dei deputati di Vannacci ma anche di Avs e M5s.

In ogni caso non sono mancati problemi anche nello schieramento della maggioranza. I tre deputati vannacciani, l'ex Fdi Emanuele Pozzolo e i due ex leghisti Rossano Sasso ed Edoardo Ziello, oggi al gruppo Misto in quota Futuro Nazionale, hanno seguito le indicazioni del generale Roberto Vannacci e hanno votato Sì alla fiducia ma hanno già annunciato il loro No al decreto per inviare aiuti militari a Kyiv. Mentre Domenico Furgiuele, il quarto vannacciano che ha preferito invece rimanere sugli scranni leghisti e non seguire i futuristi nazionali, ha fugato ogni dubbio sul suo voto di oggi: "Io voterò seguendo le indicazioni del mio partito, che seguo per disciplina, rispettandone le gerarchie". Proprio Vannacci da Bruxelles aveva fatto sapere che "questo voto non è nel merito del provvedimento sul quale rimaniamo contrari, ma serve per delimitare un perimetro politico funzionale a permettere ai partiti di scegliere dove collocarsi e un partito di destra come Futuro Nazionale sa bene dove stare". Un atto di responsabilità, insomma.

 

Nella seduta di martedì 10 febbraio il ministro della Difesa Guido Crosetto ha posto a nome del governo la questione di fiducia sull'approvazione di questa misura, senza emendamenti, subemendamenti ed articoli aggiuntivi: “Non è un modo per scappare ma obbliga tutti i rappresentanti della maggioranza a dire se continuano ad appoggiare", ha detto il ministroIl provvedimento, da inviare al Senato, deve essere convertito in legge, pena la decadenza, entro il prossimo primo marzo

 

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