Ansa

ipocrisie leghiste

Le due facce della Lega sul sostegno all'Ucraina: in Italia a favore, in Europa contraria (con Vannacci)

Ieri tutti e sette gli eurodeputati leghisti hanno votato contro il prestito Ue da 90 miliardi per Kyiv. Oggi nella dichiarazione di voto alla Camera sulla questione di fiducia posta dal governo al dl ucraina il deputato Formentini ha detto: "È nostro dovere aiutare un popolo che soffre"

La Lega in versione Dr. Jekyll e Mr. Hyde: in Italia si vota a sostegno dell'Ucraina, in Europa invece si segue il generale Vannacci, votando contro il prestito Ue da 90 miliardi a Kyiv. La posizione del Carroccio a Roma, dove oggi si è votato sulla questione di fiducia posta dal governo al decreto ucraina (entrambi approvati), è infatti diametralmente opposta a quella espressa a Bruxelles. Nella sua dichiarazione di voto, il deputato leghista Paolo Formentini ha fatto un discorso ultra filoucraino: "Come Lega" annunciamo "il pieno sostegno, la fiducia a questo governo di centrodestra, l'unico governo di centrodestra possibile, con un pensiero ai 300mila del sobborgo di Kyiv, senza elettricità, al freddo e al gelo dell'inverno ucraino. Noi siamo qui, come Lega, per ribadire che è nostro dovere aiutare" il popolo ucraino "che soffre e lo facciamo ribadendo con forza la nostra posizione, la nostra volontà di pace, il nostro appello alla diplomazia perché si arrivi presto alla conclusione di questo conflitto". D'altronde la fiducia posta dal governo influenza anche le scelte dei partiti come la Lega, tendenzialmente timidi nello spendere parole d'amore per il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Ma votare contro al testo avrebbe significato votare contro il governo stesso. "La speranza" della pace "può concretizzarsi solo se noi oggi voteremo per inviare aiuti all'Ucraina - continua Formentini - perché è evidente che se oggi l'Ucraina fosse totalmente invasa, come ha rischiato di essere dall'inizio del conflitto, non potremo parlare di pace, di difendere un popolo, di mandare gli aiuti. Aiuti che la Lega ha voluto che fossero prioritariamente umanitari, come ha voluto il leader della Lega Salvini, e si chiarisse che le armi italiane non devono essere usate per attaccare un popolo, ma per difendere un popolo che viene costantemente aggredito".

 

Se da Montecitorio le parole per descrivere l'attaccamento leghista al destino del popolo invaso si sono sprecate, dopo il voto contrario di ieri all'europarlamento da parte di tutti e sette i leghisti, il silenzio è stata una scelta comune: non una dichiarazione personale né tantomeno una nota di partito. Insomma, a Bruxelles la Lega cala la maschera e si scopre vannacciana, con tutto il silente imbarazzo che ne consegue.

Di più su questi argomenti: