futuro nazionale
Il prof. Vannacci: vota la fiducia a Meloni, ma poi deve spiegare alla sua base le "regole parlamentari"
Il nuovo partito del generale ha votato contro il decreto sulle armi all'Ucraina, ma a favore della fiducia al governo Meloni. Non tutti nella base sembrano aver capito o apprezzato questa mossa. E l'europarlamentare corre ai ripari
"La verità sul voto dei vannacciani di oggi", è il titolo di un reel postato in serata dagli account social di Roberto Vannacci. Uno dei suoi fedelissimi, l'influencer Roberto Giusti, interviene in un video postato in collaborazione con la pagina ufficiale del generale per spiegare alla base di Futuro Nazionale la scelta di oggi alla Camera, che evidentemente per alcuni non è stata chiara come si sperava. I deputati entrati nel nuovo soggetto politico hanno votato no al decreto per l'invio delle armi in Ucraina, ma sì alla fiducia al governo Meloni. Una mossa considerata troppo debole da chi si trova ancora più a destra del generale e che deve aver confuso qualche "vannacciano". Giusti inizia quindi attaccando i "mezzi politici che contestano Vannacci", che raccontano frottole a chi ignora "le regole parlamentari". A questo punto, dopo una sigla musicale ammiccante, che ricorda un po' quella con cui Fabrizio Corona apre le sue puntate di Falsissimo, l'influencer sale in cattedra e spiega: "I vannacciani hanno votato sì alla fiducia al governo, e hanno votato no al decreto Ucraina. Attenzione: è così difficile da capire? Si tratta di due voti distinti", aggiungendo un "ma non ve lo dicono", che ci sta sempre bene. "I vannacciani hanno detto sì alla stabilità del governo, no all'invio di nuovi armamenti. Non è una contraddizione, è una scelta politica chiara. Così Giusti cerca di giustificare il voto di oggi al popolo del generale, a cui rivolge in conclusione un appello alla responsabilità e alla prudenza: "Informatevi prima di indignarvi".
Tra i più accesi critici del generale in queste ore c'è Marco Rizzo, leader di Democrazia Sovrana e popolare, formazione rossobruna contraria all'invio di armi a Kyiv, che mesi fa aveva corteggiato il generale, sperando in un suo ingresso nel partito. ma che oggi sui social lo attacca: "Siamo alle comiche. Se si dice (giustamente) di essere contro l’invio delle armi in Ucraina, quando il governo mette su questo tema la fiducia, si vota contro (la fiducia). Cosa che non fanno i suoi tre deputati, che votano addirittura a favore. Spiace davvero. Non si possono prendere in giro gli Italiani". Così, un generale uscito dalla Lega per collocarsi più a destra del governo Meloni, si trova già a dover respingere critiche da destra per aver avuto un atteggiamento troppo... moderato.