Cortocircuiti
Cosa non torna nella versione di Minenna sui fotoritocchi con l'IA
“Foto reali con il Papa e Mattarella, solo modifiche per la resa grafica” scrive al Foglio l'assessore (Fi) di Occhiuto in Calabria. Ma è una versione con buchi e bugie
Al direttore - “Le fotografie pubblicate sono tutte reali e documentano eventi effettivamente avvenuti. In alcuni casi sono state modificate esclusivamente per migliorarne la comprensione visiva, la resa grafica o per tutelare la privacy, come peraltro chiaramente indicato nel disclaimer del sito.
Le foto originali sono peraltro contenute nella sezione “galleria fotografica”.
Attribuire a tali interventi finalità o significati diversi significa travisare i fatti e indurre il lettore in errore. Una precisazione che ritengo doverosa per ristabilire la correttezza dell’informazione”.
Marcello Minenna
Risponde Luciano Capone:
L’assessore al Bilancio della regione Calabria si riferisce al nostro articolo di ieri che riferiva un fatto singolare: sul suo nuovo sito personale campeggia una sua foto con il Presidente della Repubblica che però è taroccata con l’Intelligenza Artificiale. Dopo l’articolo del Foglio, il Corriere della sera ha fatto notare che anche un’altra foto di Minenna, stavolta con Papa Leone XIV, è ritoccata. Questi sono i fatti incontrovertibili, ammessi ora dallo stesso Minenna. Sul resto, spiace dirlo, ma l’ex dg dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli continua a costruire ex post versioni e giustificazioni chiaramente false e incoerenti.
Partiamo con ordine. Non è vero che le fotografie “sono tutte reali”, un’affermazione in chiara contraddizione con quella successiva: “Alcune sono state modificate”. Non sappiamo se modificare una foto del Quirinale, togliendo la mascherina al Capo dello Stato (in una fase in cui peraltro c’era l’obbligo di indossarla) sia una cosa grave, di certo è abbastanza ridicola. Allo stesso modo lo è modificare una foto del Vaticano, togliendo tutte le altre persone presenti dietro al Pontefice, con il rischio di indurre nell’osservatore l’idea erronea di essere stato ricevuto in udienza privata anziché al termine di un’udienza generale.
Passiamo alle scuse che Minenna si è creato per metterci una pezza. Dice che in fondo al suo sito c’è sempre stato un disclaimer: “Alcune immagini sono state modificate per esigenze di uniformità grafica e privacy”. È una bugia. Quel disclaimer non c’è mai stato. O meglio, non c’era prima che scoppiasse il caso.
Qualcuno, saggiamente, lunedì ha salvato una copia del sito di Minenna su “Internet Archive”, una biblioteca online in cui vengono scattate e conservate foto (originali) dei siti. Ebbene, il 9 febbraio alle 13.36 – il giorno prima dell’articolo del Foglio – l’avvertenza sulle foto “modificate per esigenze di uniformità grafica e privacy” era assente: è stata aggiunta dopo. Inoltre, non si capisce cosa sia questa “uniformità grafica” che giustifichi la manipolazione delle foto.
Minenna, poi, adduce un’ulteriore giustificazione: “Le foto originali sono contenute nella sezione 'galleria fotografica’”. In pratica, nel momento in cui scriviamo, il sito di Minenna ha in home page le foto giganti taroccate di Mattarella e Leone XIV e in una pagina più nascosta, da cercare appositamente, quelle originali. È una cosa che non ha alcun senso, e infatti è un’altra pezza a colore. Come dimostrano sempre le pagine salvate su “Internet Archive”, fino a ieri mattina alle 10.14 nella “galleria fotografica” c’era solo la foto taroccata con Mattarella: significa che quelle originali, con il Presidente della Repubblica e il Papa, Minenna le ha aggiunte solo successivamente. Per creare ex post e raccontare un’altra storia surreale.
Insomma, sembra che il “civil servant” e dirigente Consob in aspettativa, tra “comprensione visiva” e “uniformità grafica”, tra disclaimer e privacy, sia rimasto impigliato nella sua stessa ragnatela di bugie, scuse e foto ritoccate con l’AI. Di fronte all’evidenza, l’intelligenza naturale suggerirebbe di ammettere l’errore. Non cancella la brutta figura, ma quantomeno non la peggiora.