Ansa
passeggiate romane
Schlein anima e corpo sul referendum, Pd inquieto su “TeleMeloni”
La sfida interna alla coalizione con Conte, il campanello d'allarme sulla Rai e lo scouting per i volti nuovi da candidare alle prossime elezioni politiche. La segretaria dem ha cominciato a dedicarsi completamente alla riforma Nordio per battere il governo
Elly Schlein dopo un periodo di tentennamento si è buttata anima e corpo nella campagna referendaria contro la riforma Nordio. La segretaria del Partito democratico ha deciso di mollare gli ormeggi per due motivi fondamentali. I sondaggisti con cui parla spesso e volentieri per capire l’aria che tira le hanno detto che la campagna scelta dalla maggioranza di centrodestra non funziona. Enfatizzare gli errori dei magistrati anche nei confronti dei manifestanti rilasciati subito dopo i fatti di Torino non paga. Anzi, spinge il cosiddetto popolo della sinistra a mobilitarsi e a recarsi alle urne per votare No. E anche le uscite di Meloni contro le opposizioni sembrano avere lo stesso effetto: convincere la sinistra che bisogna andare alle urne per battere la premier. C’è poi un secondo motivo che ha convinto Schlein ad abbandonare l’atteggiamento prudente che aveva preso all’inizio. Riguarda Giuseppe Conte. Non solo la leader del Pd non intende farsi scavalcare da Conte in questa partita, dandogli la possibilità di assumersi la leadership del fronte del No, ma non vuole nemmeno che le sia attribuita la responsabilità di un’eventuale sconfitta per il suo scarso impegno in questa battaglia. Sconfitta che, però, Schlein sembra certa di non subire. Tant’è vero che al Nazareno si dà per già acquisita la vittoria nel referendum e si ragiona sulle elezioni politiche.
Sempre a proposito di referendum ed elezioni, al Pd è scattato il campanello d’allarme sulla Rai. Da una settimana, circa, cioè da quando Bruno Vespa ed Angelo Bonelli hanno avuto un confronto piuttosto aspro nella trasmissione “Cinque minuti” del conduttore televisivo, al Nazareno si sono convinti che la destra utilizzerà la tv di stato “come una clava” contro le opposizioni. Per questa ragione da adesso in poi i dem marcheranno stretto quella che loro definiscono TeleMeloni. È vero che sempre più italiani si informano altrove, ma è altrettanto vero che gli anziani sono ancora affezionati a mamma Rai e, come è noto, quelli che si recano con più solerzia alle urne sono proprio i rappresentanti della terza età. Perciò al Pd non vogliono arrivare al referendum e, soprattutto, alle elezioni, con una tv pubblica che “faccia campagna smaccata per la destra”. per impedire che ciò avvenga al Nazareno non si escludono azioni di protesta clamorose.
Ancora a proposito di elezioni, continua lo scouting di Marta Bonafoni che è stata incaricata dalla segretaria Elly Schlein di trovare “volti nuovi” da candidare alle prossime politiche. Nella rubrica della scorsa settimana c’erano già alcuni nomi dio papabili. Adesso sono stati individuati altri tre possibili candidati del Partito democratico. Eccoli: Matteo Lecis Cocco Ortu, assessore alla Pianificazione strategica, urbanistica e ambientale del comune di Cagliari, Davide Mattiello, blogger del Fatto, membro della direzione nazionale del partito e Marwa Mahmoud, assessora alle Politiche educative del comune di Reggio Emilia. Quasi superfluo sottolineare che quando nelle file del Pd si è venuto a sapere non solo che lo scouting di Bonafoni proseguiva, ma che erano stati anche individuati nuovi nomi, si è sparso il panico. Soprattutto tra i parlamentari di lungo corso che vedono sfumare la prospettiva di una loro ricandidatura. Ma anche tra i più giovani, soprattutto tra quelli che non fanno parte della cerchia ristretta di Schlein, si sono insinuati dubbi e timori rispetto al loro futuro.
verso il dl ucraina
M5s, Avs e vannacciani contro l'invio delle armi a Kyiv. La corsa al pacifismo
Un confronto inevitabile