Foto ANSA

Il caso

Peggio di Petrecca c'è la Rai (e affini). L'idea di punirlo premiandolo

Carmelo Caruso

Dopo la telecronaca delle Olimpiadi, il meglio che può accadere è che si dimetta dopo la fine delle Olimpiadi, e che prenda la delega, sempre da direttore, per le relazioni esterne. Ma i danni a carico di Meloni sono tanti

La telecronaca è il meglio che abbia fatto. Paolo Petrecca è un direttore imbarazzante ma aprire i quotidiani su Petrecca è imbarazzante due volte. Non lasciatevi prendere in giro dai direttori che impaginano la loro prima con Petrecca, che si fingono indignati, inneggiano al “si deve dimettere”, che scoprono la polemica televisiva (ma senza Beniamino Placido) dopo averla sedata ad arte. Stanno maneggiando la Rai come nella profonda Sicilia si maneggia la lama. Quanto vale una notizia data in dieci righe anziché cinque pezzi in apertura sito? A Meloni non gliene frega nulla della Rai, di Petrecca, e fosse per lei la chiuderebbe (e non ha torto). Non fatevi prendere per il naso dalla trattativa fra l’ad Rai Giampaolo Rossi, e Petrecca, ieri, la trattativa tra il “te l’avevo detto” (di Rossi) e l’altro che fa il romantico patacca, il “mi sono immolato, gli altri giornalisti avevano paura di condurre” (Petrecca).

Non è vero nulla. Il meglio che può accadere (ed è il meglio) è che il gradasso si dimetta dopo il 23 febbraio (ma sembra che non ci sia verso), dopo la fine delle Olimpiadi e che prenda la delega, sempre da direttore, per le relazioni esterne. Al momento siamo al “fate pace”, l’invito dell’ad Rossi, a redazione e direttore, a “evitare strumentalizzazioni” (è seguita ovviamente la pernacchia del cdr di Rai Sport, Usigrai, Fnsi perché “l’invito è irricevibile”). Sarebbe questa la punizione? In Rai il massimo della pena è essere pagati oltre 200 mila euro per lasciarsi dimenticare e quando non accade è il “si sistema tutto”, come dicevano i brigadieri alle mogli. Duemila giornalisti privilegiati, rancorosi, livorosi (adesso tocca a Rai Sport) hanno annunciato ieri che toglieranno le loro firme e che sarà sciopero dopo la fine dei giochi. Prima di farlo dovrebbero togliersi il vizio di pensare che la Rai sia l’ombelico del mondo. Quanti di loro sono stati premiati da Petrecca con promozioni, quanti di loro, negli ultimi mesi? E basta con la storia della professionalità Rai! Petrecca ha vinto la medaglia d’oro, ma il vice Bulbarelli è arrivato secondo con l’altra gaffe, svelando al mondo la sorpresa di Mattarella. C’è solo da sperare nell’ultimo classificato. Sapete cosa vi rispondono quando si propone: prendiamo un esterno? Duemila giornalisti corazzati rispondono che la Rai ha le professionalità interne e che chiamare da fuori è violenza di classe. La sola indignata dovrebbe essere Meloni che da tre anni ha scommesso sul suo ad che non può (perché non può?) ordinare a un direttore presuntuoso: fatti da parte, non è roba tua. L’ad non può ferire il direttore, la redazione ferita dal direttore (sfiduciato più volte) deve tenersi il direttore. Siete sicuri che la colpa sia solo di Petrecca?

Calcoliamo ora i danni, quelli a carico di Meloni. L’Olimpiade era il fasto delle maestranze italiane. Un esempio. I telecronisti stranieri hanno esaltato il made in Italy, i costumi di Massimo Cantini Parrini, per non parlare di tutte le sartorie italiane. Era tutto nei comunicati che bastava leggere. Rai Sport è una redazione dove la maggioranza dei giornalisti tifa il centrodestra. Per piazzare Petrecca (ex direttore di Rai news grazie alla spinta della sinistra) hanno scontentato un altro dei loro, di destra, Marco Lollobrigida. La prima a cui non piace Petrecca è Meloni, ma a furia di dirgli “caccialo”, glielo faranno amare. “Ti mando Petrecca” è diventato come nelle fiabe il pericolo della notte. La Lega sorride: “Petrecca è di FdI”. Petrecca non fa parte di Tele Meloni ma parte di una televisione di mezze tacche tutte convinte di essere Enzo Bettiza, una Rai che all’occorrenza sarebbe anche Tele Vannacci. Petrecca ha solo vinto il super G dello strafalcione. La Rai somiglia a Petrecca più di quanto Petrecca somiglia a un direttore.

 

Di più su questi argomenti:
  • Carmelo Caruso
  • Carmelo Caruso, giornalista a Palermo, Milano, Roma. Ha iniziato a La Repubblica. Oggi lavora al Foglio