La foto taroccata con il Presidente della Repubblica. Fonte: Marcellominenna.it
Ti conosco, mascherina
Il secondo tragico Minenna, dopo il Mes ora photoshoppa pure Mattarella
L’ex dg (M5s) delle Dogane, ora assessore (FI) in Calabria, tarocca con l’IA una foto con il Capo di stato. Già nel 2019 fece una figuraccia globale usando senza autorizzazione il logo del Fondo salva stati. "Graphical rendering" fu la sua imbarazzata giustificazione (poi rimossa)
E’ passato dall’essere consulente della Cgil a sostenitore del “Piano B” di uscita dall’euro quando la Lega è arrivata al governo, dall’essere assessore al Bilancio della grillina Virginia Raggi a Roma a diventare assessore al Bilancio del forzista Roberto Occhiuto in Calabria, con in mezzo le ambizioni di diventare ministro dell’Economia di Giuseppe Conte o presidente della Consob ridotte all’incarico di direttore generale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli in area M5s. Qual è la sua vera identità?
A un certo punto, Marcello Minenna ha deciso di gettare la maschera, o meglio, la mascherina. La sua e quella del Presidente della Repubblica. Il “civil servant” – così ama definirsi – nell’homepage del suo sito personale ha infatti pubblicato una grande foto in cui dona un suo libro a Sergio Mattarella, che però ha la testa conficcata nelle spalle e uno sguardo irreale, un po’ perso nel vuoto. Qualcosa non va. Basta un banale controllo per verificare che si tratta di un fotomontaggio, di un grossolano tarocco a fini auto promozionali.
L’incontro c’è stato nella realtà. E’ avvenuto il 9 settembre 2020, quando il Capo dello stato ha ricevuto al Quirinale l’allora direttore generale delle Dogane e dei Monopoli che gli ha consegnato il “Libro Blu 2019” dell’Agenzia. E anche la foto c’è stata, perché in quell’incontro Minenna regalò al presidente Mattarella una copia del suo libro “La moneta incompiuta” (con prefazione di Romano Prodi).
Ma il problema è che all’epoca, in piena pandemia, i due avevano la mascherina (come mostrano altre foto dell’incontro pubblicate dal Quirinale e dalle Dogane) e quindi non si vedevano bene i volti. Così Minenna ha pensato bene, per il lancio del suo nuovo sito, di modificare la foto originale con Photoshop e un generatore di immagini con l’Intelligenza Artificiale per togliere i volti con le mascherine e metterne due senza. L’assessore di Occhiuto, nel fare il ritocco, ne ha approfittato per darsi una ringiovanita: nella foto originale aveva le basette bianche, in quella nuova sono tinte (Mattarella, per fortuna, ha la sua chioma originale – sebbene poggi su una testa senza collo). Il risultato non è granché: la posa e gli sguardi sono del tutto innaturali. L’aspetto più problematico di quello che sarebbe un innocuo peccato di vanità, è che il foto ritocco fa commettere un illecito al Presidente della Repubblica: perché all’epoca dell’incontro – il 9 settembre 2020 – il paese era in piena pandemia e vigeva l’obbligo di indossare la mascherina. Dal Quirinale, con un certo stupore per un caso così singolare, dicono al Foglio che esiste una foto dell’incontro, ma che quella pubblicata da Minenna sul suo sito “non è originale, sono state sostituite le teste che indossavano le mascherine”.
Non si comprende bene se il timore dell’assessore di Occhiuto, astro nascente della versione “liberista” di Forza Italia, fosse che gli utenti del suo sito non riconoscessero lui o Mattarella. In ogni caso non si tratta del primo pasticcio che Minenna fa con le immagini da grafico improvvisato. Una volta provocò un incidente diplomatico internazionale. L’allora dirigente della Consob nel 2019 andò a Washington, al Fmi, per presentare un documento di riforma del Meccanismo europeo di stabilità (Mes, il Fondo salva stati europeo) scritto con Andrea Roventini, economista alla Sant’Anna di Pisa e già fantaministro dell’Economia per il M5s del fantagoverno annunciato da Luigi Di Maio. Il problema è che la relazione di Minenna riportava in prima pagina il logo del Mes/Esm e quello del Fmi.
Al Fondo salva stati, una presentazione che parla della sua riorganizzazione con il proprio simbolo sopra deve essere sembrato fuori luogo. Così in Lussemburgo si sentirono in dovere di pubblicare un tweet per evitare qualsiasi fraintendimento: “E’ stato usato il logo del Mes sulla copertina di una presentazione che Marcello Minenna e Andrea Roventini hanno fatto di recente al Fmi. Il Mes vorrebbe chiarire che non è associato a questa presentazione o alle sue conclusioni e che non è stato coinvolto in alcun modo nella sua preparazione”. La figuraccia fu globale, tanto che quel tweet è ricordato nei palazzi del Mes in Lussemburgo per essere quello con maggiori condivisioni della sua storia, superiore a quelli pubblicati durante la crisi della Grecia. Minenna fu costretto a rispondere con un tweet imbarazzato (poi rimosso): “Confermo che il logo del Mes nella copertina della mia presentazione è stato utilizzato solo per migliorare il graphical rendering”. Ora, a distanza di qualche anno, anche Mattarella è vittima del “graphical rendering”.
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