Lapresse

A Palazzo Madama

Tra tormenti e mediazioni la sinistra si ricompatta sulla sicurezza

Ruggiero Montenegro

Pd, M5s, Iv e Avs rispondono alla destra con una risoluzione unitaria, dopo le comunicazioni di Piantedosi su Askatasuna. I distinguo dei riformisti dem e i compromessi. Calenda vota con la maggioranza e punge: "Fa impressione vedere che nell’opposizione c’era chi la piazza di Torino l’hanno promossa. Sarebbe stato meglio il silenzio”

Il tormento dura circa fino all’ora di pranzo, poi le opposizioni – senza Azione, che voterà con la maggioranza – trovano una mediazione che fa contenti più o meno tutti. Alla trappola di Giorgia Meloni sulla sicurezza, il centrosinistra risponde, per una volta, con una risoluzione unitaria.

In Senato, per parlare dei fatti di Torino e di Askatasuna, c’è il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. E’ il secondo round, dopo quello di martedì che ha alzato il livello dello scontro politico. La maggioranza ha spinto perché si trattasse di comunicazioni, che prevedono un voto, e non di una semplice informativa come alla Camera. Una mossa che avrebbe potuto spaccare la sinistra dopo il vano tentativo di arrivare a una risoluzione unica per tutto l’arco parlamentare. Lo aveva chiesto anche Meloni, proposta bollata come un “bluff” dalle opposizioni che sin da martedì sera hanno lavorato a un testo comune. Non era scontato, nonostante la testardamente unitaria Elly Schlein. E infatti già ieri, in mattinata, si registravano i distinguo di alcuni riformisti del Pd, da Sandra Zampa a Simona Malpezzi e (soprattutto) a Filippo Sensi, che avrebbero preferito una risoluzione di partito. Mentre Walter Verini spiegava: “Era giusto fissare alcuni paletti”. E su questa base trovare una soluzione condivisa, che alla fine arriva e permette anche di non isolare Avs.

Lo annunciano con un punto stampa congiunto i capigruppo di opposizione, proprio mentre Carlo Calenda interviene in Aula. Azione? “Non mi risulta faccia parte del centrosinistra”, risponde Raffaella Paita di Iv che si è spesa per arrivare a un compromesso. “E’ stato un lavoro duro. Ma nel giorno in cui la destra si spacca con Vannacci, il centrosinistra trova il primo punto di unione”. Alcuni passaggi della risoluzione vengono smussati, come il punto 9 “sull’abrogazione delle norme del recente decreto Nordio”, che non vengono precisate come probabilmente avrebbe preferito il M5s. Ma l’obiettivo di ieri era un altro, Conte rivendica: “Il Movimento ha messo in campo le proprie proposte” e Stefano Patuanelli è soddisfatto: “La nostra è la prima firma sul documento. E’ stata accolta sostanzialmente la nostra impostazione”. Il dem Francesco Boccia sottolinea le “forzature istituzionali” della destra che “ha fallito sulla sicurezza”, alimenta lo scontro e “usa la paura come strumento politico”. Al coro si unisce De Cristofaro di Avs. Nella risoluzione viene citato Askatasuna, si esprime la “ferma condanna” alla violenza” e la “massima solidarietà” alla Polizia. Mentre al governo, pur riconoscendo l’esigenza di interventi sulla sicurezza, si chiede di non ricorrere alla decretazione d’urgenza, ma di passare dal Parlamento, “nei limiti della Costituzione”: niente cauzioni, fermi preventivi o scudi per gli agenti. Piuttosto, sostengono le opposizioni, occorre richiamare gli agenti dall’Albania e mettere altre risorse sul comparto sicurezza. Boccia aggiunge: “Servirebbe anche la bodycam per gli agenti”.

In Aula intanto Piantedosi ha ripetuto concetti già espressi a Montecitorio (quando ha attaccato le presunte connivenze della sinistra) descrivendo “il metodo squadrista” adoperato “dai professionisti del disordine”. Il ministro ha quindi respinto gli addebiti delle opposizioni, secondo cui il governo avrebbe tollerato i disordini per avere un pretesto e per forzare la mano: “Accusa grave e strumentale”. E poi: “Dare la colpa allo stato è un modo per assolvere i colpevoli e per assolversi”. Quanto alle soluzioni sulla sicurezza, Piantedosi rilancia il fermo preventivo e lo scudo penale. “Abbiamo lavorato con equilibrio, altrimenti prenderemo atto dei rilievi del Colle”. Poco più tardi da Palazzo Chigi fanno filtrare che i contatti con il Quirinale sono stati “positivi” e oggi arriverà il decreto. Alla fine viene votata la risoluzione di maggioranza, che assorbe quella di Azione. Oltre alla solidarietà agli agenti si chiede di procedere con gli sgomberi, di rafforzare e tutelare le forze dell’ordine. La sostiene pure Calenda, che tuttavia avrebbe preferito un altro epilogo. “ Per un giorno non si poteva dare un segnale unitario?”. E alla sinistra dice: “Mi fa impressione vedere che nell’opposizione c’erano pure quelli che la piazza di Torino l’hanno promossa. Forse oggi sarebbe stato meglio il silenzio”.