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l'intervista
I complimenti di Cicalone a Vannacci: "Disponibile a collaborare. Candidarmi? Mi servono garanzie"
Lo youtuber ed ex pugile apre al "Futuro Nazionale" dell'europarlamentare: "Candidarmi con loro? Prima devo capire cosa propongono. Il generale è stato uno dei pochi politici che mi ha scritto subito dopo l'aggressione"
“Vannacci? Sono disponibile a collaborare con lui come consulente, come faccio con tutti”. E una candidatura? “È più complicato, devo capire”. Simone Ruzzi, in arte Cicalone, parla al Foglio e apre al “Futuro Nazionale” di Roberto Vannacci. Il generale ha abbandonato la truppa della Lega per mettersi in proprio e fare un partito “di destra non moderata”. Parola d’ordine: sicurezza. “Su questo fronte la maggioranza di governo stenta ancora molto”, lamenta l’influencer ed ex pugile, che da anni riprende in video borseggiatori e periferie disagiate, a Roma e non solo. E non c’è decreto sicurezza o remigrazione che tenga: “Inutile varare nuovi provvedimenti, mettere in piedi nuove leggi se poi si ha grossa difficoltà ad applicarle”.
La destra che promette il generale però è “identità, virtù, tradizioni”. Potrebbe dare uno scossone? “Sicuramente Vannacci magari ha già delle idee. Secondo me serve qualcuno che realmente faccia il politico 2.0, che viva la città, la quotidianità e che conosca i problemi dei cittadini”, dice Cicalone, che qualche mese fa ha portato Vannacci a fare un giro alla stazione Termini all’ora di punta per la sua rubrica ‘Porto un politico in metro’. “Ho invitato davvero tutti, ma lui è stato l’unico politico ‘grande’ ad accettare il mio invito, gli va riconosciuto. È venuto senza scorta o auto blu, si è dedicato a seguirci sia in metro che alla stazione, anche in punti difficili. E questo va a suo favore, anche perché i video hanno fatto milioni di visualizzazioni – ricorda lo youtuber –. È stato uno dei pochi politici che mi ha scritto subito dopo l'aggressione nella metropolitana di Roma a novembre”.
Il rispetto per la figura c’è. Ma per vedere Cicalone sui manifesti col generale c’è ancora da aspettare: “Mi servono garanzie”. Quali? “Che oltre alla bravura del leader ci sia una classe dirigente nel partito di cui riesco a fidarmi. Preferisco vedere prima come si evolve, e quali proposte portano. Quando mi assicureranno che sono pronti a sporcarsi le mani sarò ben felice di appoggiarlo. Ma comunque Vannacci mi fa una buona impressione”.
La candidatura è sospesa. Ma per altri rapporti istituzionali la porta rimane aperta: “Come consulente sono disponibilissimo, come già faccio con gli altri partiti”. E chissà se queste consulenze non possano portare ad altro. “In questo modo vedi meglio il partito, capisci come lavorano. Potrebbe essere un primo ingresso ‘da esterno’ per farsi un’idea e capire se vale o meno la pena lavorarci. Come si fa con le aziende”.
Sbrigliate le questioni giuridiche sul simbolo del partito, a Vannacci toccherà sbrigarsi per incassare l’assist di Cicalone: la fila per lui ormai è lunga. A dicembre è stato accolto in Parlamento nelle vesti di “esperto” per essere audito dalla commissione Periferie, con tanto di lodi da parte del presidente Alessandro Battilocchio, di Forza Italia. Poi ha preso posto all’iniziativa M5s “Muoversi in sicurezza” della deputata Marianna Ricciardi, che ha depositato una proposta di legge antiborseggio. Al momento, però, il suo preferito è Francesco Borrelli, deputato di Avs: “Tutti i santi giorni sta in mezzo alla strada e combatte i problemi del cittadino comune. Dal motorino sul marciapiede alle cose di Camorra. Bisogna prendere esempio da lui”.
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