(foto Ansa)

landa desolata

Geografia Vannacci. Mappa (poco popolata) di chi ha aderito o aderirà sui territori al nuovo partito del generale

Luca Roberto

I primi transiti in "Futuro nazionale" sono tutt'altro che altisonanti. Probabile adesione di Valdegamberi in Veneto. E in Toscana ci sono consiglieri in (quasi) tutte le province. Qualche movimento in Piemonte. Briciole al sud

Non aspettatevi nomi altisonanti, personalità di primissimo piano. Tutt’altro. Guardando a chi ha scelto di seguire o con ogni probabilità seguirà Roberto Vannacci nel suo partito “Futuro nazionale” sui territori (almeno per ora) si scorge una peculiarissima geografia della desolazione. E’ vero che molti aspettano di capire che piega prenderà la sortita personale del generalissimo. E che in Parlamento c’è stata l’adesione dell’ex FdI Emanuele Pozzolo (mentre si aspetta di capire cosa faranno i leghisti Ziello, Sasso e Furgiuele). Ma almeno nelle prime ore non si è registrato quel “fuggi fuggi” che forse s’augurava l’europarlamentare. Persino la bersagliera Stefania Bardelli, da Varese, parla di “sogno riciclato”.

Il primo vero eletto nelle file del partito vannacciano è Massimiliano Simoni, amico personale di Vannacci, ex della Brigata Folgore, unico consigliere regionale toscano eletto lo scorso ottobre tra le file della Lega. “E’ un passaggio naturale e coerente con la scelta politica che abbiamo fatto”, ha ribadito l’interessato. Esplicitando che con il Carroccio “è stato un matrimonio di interessi, non d’amore”. Ci sono altre adesioni in Toscana che nell’universo del “Mondo al contrario” danno per fatte. Dovrebbero seguire Vannacci Antonino Azzarà e Armando Pasquinelli, consiglieri a Lucca. A Grosseto dovrebbero fare lo stesso i consiglieri Andrea Vasellini e Alessandro Bragaglia. A Pisa il nome è quello di Angelo Ciavarella, ex militare come Vannacci. Ad Arezzo è certa l’adesione di Cristiano Romani, candidato alle regionali con la Lega (oltre 1400 preferenze, non eletto), vicepresidente dell’associazione “Mondo al contrario” e uno dei principali sostenitori del generale. Sempre in Toscana aderirà al nuovo soggetto politico anche Marrica Giobbi, consigliera comunale a Vicopisano. Giobbi è la mamma dell’onorevole Ziello.

 

Spostiamoci in Veneto. Il consigliere regionale della Lega Stefano Valdegamberi è tra i più papabili in transito verso Futuro nazionale. “Mi sono preso un mese di tempo per pensarci bene”, confessa al Foglio. “La mia priorità è restare fedele al presidente Stefani. Ma è ovvio che la penso come Vannacci. Se la Lega assumerà delle posizioni più vicine a quelle del generale potrei restare. Se invece sposerà sempre più le posizioni liberal-riformiste di Zaia, beh allora la mia decisione sarà piuttosto scontata”, aggiunge. Pronti a seguire Vannacci in regione ci sono anche, assicura ancora Valdegamberi, amministratori locali, sindaci e consiglieri comunali. “Tutta gente che si sente insoddisfatta da questo centrodestra. Ci sono esponenti politici di FdI che hanno pacchetti di voti da 8-10 mila preferenze. Sempre più persone di destra sono stanche di decisioni come l’invio di armi a Kyiv. Vedremo”. Oltre a Valdegamberi a queste latitudini è data per scontata l’adesione di Giulio Centenaro, Milena Cecchetto e Silvia Susanna, candidati “in quota Vannacci” alle ultime regionali venete. In Piemonte Alessandro Pasca, già assessore a Trecate e vicino all’assessore regionale all’Ambiente Marnati, ha già lasciato la Lega per aderire a Futuro nazionale. Sempre a Trecate da FdI a Vannacci potrebbe transitare il consigliere Giorgio Ingold. E lo stesso potrebbero fare nelle prossime ore due consiglieri comunali a Novara, eletti con FdI: Mauro Gigantino e Michele Ragno. Entrambi hanno alle spalle un passato militare.

 

Scendendo verso sud, il generale si deve accontentare delle briciole. In Abruzzo il capogruppo leghista in Consiglio regionale Vincenzo D’Incecco era dato verso Vannacci. Ma è stato lui stesso a smentire, dicendosi “deluso e amareggiato” dall’ex vicesegretario. Anche il già coordinatore regionale di Noi con Vannacci, Giuseppe Bellachioma, ha detto che rimarrà in Lega. In Puglia, nonostante il deputato Rossano Sasso non abbia ancora sciolto le riserve (nei prossimi giorni dovrebbe tenere una conferenza stampa alla Camera), le adesioni sono pressoché nulla. Tra le prime (ed è tutto dire) c’è quella di Gabriele Bottazzo, presidente del Consiglio comunale del piccolo comune di Alezio, in provincia di Lecce, 5 mila anime, candidato dalla Lega alle regionali pugliesi nel 2020 ma non l’anno scorso. In Campania ci sono state le prime adesioni nell’hinterland napoletano (ma non tra eletti nei consigli comunali).

Stasera il generale in persona si è presentato a Modena per parlare di remigrazione: è stata la prima occasione per “contarsi” dall’avvenuta scissione (“solo qui abbiamo avuto 3 mila richieste”, ha esultato). La geografia del vannaccismo in tutto il paese però (per ora) somiglia a una landa desolata.

  • Luca Roberto
  • Pugliese, ha iniziato facendo vari stage in radio (prima a Controradio Firenze, poi a Radio Rai). Dopo aver studiato alla scuola di giornalismo della Luiss è arrivato al Foglio nel 2019. Si occupa di politica. Scrive anche di tennis, quando capita.