Ansa
fratture di maggioranza
FdI, FI e Noi Moderati contro Furgiuele e Lega: “Non si parla di remigrazione alla Camera”
"Nel centrodestra non c’è e non ci sarà mai spazio per filofascisti", dice Lupi. Il meloniano Rizzetto: "La Camera non è un teatro". E il forzista Barelli: "Non bisognava organizzare la conferenza, inopportuna". Ma il Carroccio difende la scelta del suo deputato e attacca l'opposizione
“Questa conferenza non andava fatta”. È il coro unanime di Fratelli d'Italia, Forza Italia e Noi Moderati contro l'evento sponsorizzato dal deputato leghista Domenico Furgiuele, che ha prenotato una sala della Camera dei deputati per permettere al comitato Remigrazione e riconquista di presentare la proposta di legge di iniziativa popolare sulla remigrazione.
A Montecitorio c’è stata una mattinata ad alta tensione. L'iniziativa, promossa da sigle neofasciste e sovraniste, come Casa pound e Rete dei patrioti, è stata avversata dalle opposizioni che hanno occupato l'Aula fino a non impedire lo svolgimento della conferenza. Ma anche dalla maggioranza sono arrivate prese di posizione nei confronti di Furgiuele e del Carroccio.
“Non avrei promosso una tale iniziativa, per parlare di certi temi ci vuole cautela e buon senso”, dice al Foglio Walter Rizzetto, presidente della commissione Lavoro in quota Fratelli d’Italia. Il meloniano, pur difendendo “la possibilità di esprimere le proprie opinioni”, nutre dei dubbi sul merito e sul luogo scelto per la presentazione anti migranti. "Il governo Meloni sta già lavorando per delle politiche migratorie serie e responsabili", afferma il deputato, aggiungendo che "la Camera dei deputati non è un palco, né tantomeno un teatro”.
A fargli da eco c’è Paolo Barellii. "Non bisognava organizzare questa iniziativa”, dice al Foglio il capogruppo dei forzisti a Montecitorio, che fa sue le parole utilizzate ieri ("la conferenza è inopportuna) dal presidente della Camera Lorenzo Fontana. A rincarare la dose arriva anche il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi, che non usa mezzi termini: “Nel centrodestra non c’è e non ci sarà mai spazio per filofascisti, nostalgici o per chi alimenta estremismi pericolosi. Questo modo di fare politica non ci appartiene”.
E la Lega? Dopo il tentativo delle opposizioni andato a segno, con una nota il partito ha fatto appello alla “libertà di parola e di pensiero, garantita dalle leggi”, perché questi valori non possono “essere in alcun modo limitati da una sinistra violenta e arrogante che occupa perfino le sedi istituzionali come un Askatasuna qualunque”. Nel frattempo, da Bruxelles, si muove l’eurodeputato e vicesegretario leghista (forse ancora per poco) Roberto Vannacci, il vero architetto di tutta la faccenda che a marzo proprio sul tema Remigrazione ha organizzato uno spettacolo a pagamento in teatro, a Montenecatini terme. E da giorni causa tensioni nella Lega e in tutto il centrodestra. “Quando si lascia decidere a una sola fazione del Parlamento chi può parlare e chi no – scrive sui social il generale al contrario - la democrazia è morta e la tirannia impera. La remigrazione è un tema di discussione, è un problema di attualità, è una necessità di sopravvivenza e parlarne non viola alcuna legge".