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Editoriali
Sulle pensioni il Pd è l'altra faccia del salvinismo
Elly Schlein fa propria propaganda populista della Lega: una sfida a chi la spara più grossa
E’ ripartita la gara demagogica sulle pensioni. Una sfida a chi la spara più grossa iniziata in questo paese dopo l’introduzione della riforma Fornero e mai terminata. Il bagno di realtà della crisi del debito sovrano del 2011 non è servito a nulla, i dati drammatici e insuperabili del declino demografico non interessano. Cambiano i protagonisti, ma non gli argomenti. Andare in pensione prima tutti e pensioni più alte per tutti. Il rilancio più forte l’ha fatto il Pd, il partito che ha governato quasi ininterrottamente dall’introduzione della legge Fornero fino al governo Meloni.
Oggi, in una mozione condivisa da Avse e M5s, a prima firma della capogruppo dem alla Camera Chiara Braga, il partito di Elly Schlein scrive che ler riforme pensionistiche sono state “imposte senza confronto democratico” e che il principio guida deve essere il “leale affidamento”. Non la sostenibilità del sistema, ma la l’idea che esistano dei “diritti acquisiti” anche proiettati nel futuro: non si può rovinare l’illusione, a lungo coltivata, di andare in pensione a 60 anni. E così il Pd propone di bloccare l’adeguamento automatico all’aspettativa di vita, un pilastro fondamentale per la sostenibilità del sistema. E poi boccia il secondo pilastro previdenziale, descritto – con un linguaggio quasi sovietico – come “trasferimento dei risparmi dei lavoratori verso i gruppi finanziari privati”. E poi pensioni di garanzia per tutti. Naturalmente in un programma del genere non c’è neppure un numero, figurarsi una copertura. La sparata del Pd ha costretto il centrodestra a rincorrere: la Lega si è sentita scavalcata e ha preteso una mozione unitaria analoga, altrimenti Salvini avrebbe quasi dovuto votare quella di Schlein. Le critiche più feroci all’approccio del Pd sono arrivate, non a caso, da Tito Boeri su Repubblica e da Elsa Fornero (intervista sul Foglio di oggi): due persone che sul tema pensioni ci hanno messo la faccia, nelle istituzioni e nel dibattito pubblico. E non capiscono come sia possibile che la sinistra politica la faccia abbia deciso deliberatamente di perderla.