Le mosse della segretaria

Elly alla riscossa.  Attacca Meloni e annuncia la direzione. I riformisti: “Sia in streaming”

Gianluca De Rosa

La segretaria, nel corso di una conferenza stampa, racconta di aver chiamato la premier dopo "il tradimento" sulla legge sul consenso. Poi insiste: "dirottare i fondi del Ponte sullo Stretto a Niscemi". Ma la notizia è la direzione: sarà la prossima settimana

Vuole “dirottare” i soldi del Ponte sullo Stretto per Niscemi e l’emergenza maltempo, chiama Meloni per accusarla del “tradimento” sulla legge sul consenso e invitarla “a non farsi dettare la linea dal patriarcato”. Poi, come se nulla fosse, annuncia una direzione del Pd per la prossima settimana. Riformisti accontentati: si torna a discutere. Elly Schlein si è ringalluzzita. Attacca gli avversari e cerca di sopire i sempre più rumorosi malumori interni al suo partito. “I soldi per il ponte sullo Stretto di quest’anno devono essere usati per l’emergenza. I 12 miliardi totali per un grande piano contro il dissesto idrogeologico”, dice nel corso di una conferenza stampa nella sala del gruppo parlamentare dem a Montecitorio. Mentre parla Meloni è proprio a Niscemi. Ma lei c’è già stata il giorno prima. L’ha battuta sul tempo. Con una puntualità mediatica inattesa. 

Interpellata dai cronisti dà la notizia che in tanti stavano aspettando”. “La direzione del partito? Spero di convocarla al più presto. Possibilmente già la prossima settimana. E’ molto importante anche per prepararci alla sfida referendaria per il No e alla grande campagna d’ascolto del paese che stiamo preparando”. Chi nelle chat stava già immaginando una raccolta firme per costringere la segretaria a riunire l’organo esecutivo del partito, dimenticato dal Nazareno per oltre un anno, può tirare finalmente un sospiro di sollievo. In sala ad ascoltare Schlein c’è anche Filippo Sensi, senatore riformista tra i primi a chiedere la convocazione della direzione. E dunque, poco dopo il termine della conferenza stampa, è proprio lui tra i primi a commentare l’annuncio di Schlein. “Spero sarà un luogo di confronto franco, produttivo, utile, ma soprattutto aperto”. E cioè? “Con un bello streaming, in modo da consentire a tutti di comprendere non con gli slogan la dialettica interna al partito sui grandi temi di politica europea e internazionale”. Il timore dei riformisti è che invece la segretaria usi l’appuntamento solo come un trampolino per le sue battaglie. Ma per adesso si accorda fiducia alla segretaria. Finalmente i riformisti avranno un luogo in cui manifestare i loro mal di pancia: a partire dal ddl Delrio. “La direzione l’abbiamo chiesta noi, bene che Elly l’abbia annunciata: finalmente si torna a discutere negli organi che stanno lì apposta”, dice la vicepresidente del Parlamento europeo e volto della minoranza Pd, Pina Picierno.

Si ricompattano i ranghi. Divisi sull’antisemitismo, in equilibrio precario su riarmo e sostegno a Kyiv, i dem si ricompattano su un tema rivoluzionario: il voto per gli studenti fuori sede. E’ questo il tema della conferenza stampa in cui Schlein si è piazzata accanto non solo il fido Ciccio Boccia, ma anche la assai critica Marianna Madia. Quadretto di unità prima dell’annunciato dibattito. Alla conferenza stampa, visto l’argomento trattato, c’è ovviamente anche Virginia Libero, segretaria dei Giovani democratici e fedelissima di Schlein che, ha dell’incredibile, quando parla si fa fatica a distinguerla dalla segretaria del partito dei grandi. E chissà, se quest’Elly bionda sa che i Gd di Roma negli scorsi giorni hanno lanciato via social una campagna contro Graziano Delrio che, si legge in un post, piazzato su Instagram a dicembre dai giovani dem, “vuole zittire chi denuncia il genocidio”. Argomenti discutibili mai esplicitati dal partito quello vero ma che spiegano il trattamento riservato all’ex ministro dal gruppo dem al Senato sul ddl Antisemitismo. La vicenda è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso dell’insofferenza riformista. E chissà se anche di questo si parlerà la prossima settimana quando la direzione Pd, dopo più di un anno, tornerà finalmente a riunirsi.

Per Schlein, comunque, la conferenza stampa è anche l’occasione per attaccare Meloni che “ha tradito un accordo fatto” sulla legge sul consenso, cambiata due giorni fa per volere della Lega. “Con la premier – dice – ci siamo sentite, gliel’ho detto e lo ripeto anche pubblicamente: questo testo è irricevibile, non c’è più una virgola del testo mediato con il Pd. La nuova proposta è un passo indietro. Così si passa da un buon accordo tra tutte le forze politiche a una legge negativa per le donne. A Meloni ho chiesto di non farsi dettare la linea dal patriarcato”.

Di più su questi argomenti: