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Il colloquio

Di Giuseppe (FdI): “Pretti sapeva a cosa andava incontro. Nessuno scandalo”

Ginevra Leganza

"Se un uomo in America contrasta un pubblico ufficiale in servizio, si assume un rischio. Lui stava violando la legge. Se un agente federale mi ferma, io obbedisco. E da cittadino americano pretendo che non ci siano differenze di trattamento”. Parla il deputato di Fratelli d'Italia eletto in America

“Se non obbedisci, come Alex Pretti, la situazione si complicherà. E’ ovvio”. Ovvio? “Voglio dire: lo sanno anche i muri che negli Stati Uniti esistono delle leggi. E che se un servitore dello stato ti ferma, tu devi soltanto obbedire. E’ un concetto banale. Anzi banalissimo”. Andrea Di Giuseppe, lei è un imprenditore e deputato di Fratelli d’Italia. Con doppia cittadinanza, è stato eletto nella ripartizione America settentrionale e centrale. Leggendo le sue parole, qualcuno dirà che per lei Pretti se l’è cercata. E’ così? “Guardi, il punto è che Pretti sapeva esattamente a cosa andava incontro. Se un uomo in America contrasta un pubblico ufficiale in servizio, si assume un rischio. Quel rischio. Lui stava violando la legge. E le dirò di più”. Prego. “Se un agente federale mi ferma, io obbedisco. E da cittadino americano pretendo che non ci siano differenze di trattamento”.  La si accuserà di insensibilità. Lo sa? “Sì. Può darsi”. La accuseranno anche i suoi colleghi di partito, forse. “Ma io negli Stati Uniti ho votato Trump. E l’ho votato per questo: perché ho creduto al suo programma sulla sicurezza. Il presidente sta ottemperando a quello che ci ha promesso in campagna elettorale”.

 

In questi giorni, in Italia, si parla molto di Ice. “E si dicono tante idiozie”. Tipo? “La più clamorosa è che sia una milizia privata di Trump. Mentre è un’agenzia federale al pari di Fbi e di tutte le agenzie cui è demandato il compito di fare border control. Vorrei ricordare, poi, che Trump è stato votato dai cittadini americani. Non europei”. E quindi? “E quindi ha promesso solennemente, a noi americani, di mettere sotto controllo ed espellere la gran parte dell’immigrazione irregolare. Quella che porta il Fentanyl, per intenderci. La droga che fa stragi inimmaginabili in quasi tutti gli stati democratici. Altro che guerre!”. Ma questo può davvero giustificare l’omicidio? “Mi ascolti. Stiamo certo parlando di una tragedia umana...”. Ma? “Ma non è che negli Usa ci siamo scioccati!”. Perciò lei sta squarciando un velo d’ipocrisia? “Non ci siamo scioccati perché è quello che  ti succede, come minimo, se non obbedisci. Lei deve sapere che le armi da fuoco, da noi, non possono essere portate durante le manifestazioni”. Certo. Questo l’ha detto anche Trump. “Pretti aveva con sé una pistola. Ecco, adesso, invece di far tifo da stadio in maniera ignorante, lasciamo che gli organi preposti alle indagini lavorino. Se quelli agenti hanno sbagliato, pagheranno le conseguenze. Allo stesso modo si sarebbe dovuto comportare Pretti”. In che modo? “Se l’Ice mi ferma, e io ho ragione, o penso di aver ragione, non argomento con il pubblico ufficiale. Non faccio teatro mentre l’uomo in divisa è on duty. Se ritengo di subire un comportamento sbagliato, io lo denuncio. Non lo affronto con le minacce. Giusto per rispondere alle stupidaggini che sento qui in Italia, in televisione”.

 

Giacché siamo in tema, cosa pensa dI Ice in Italia, per le Olimpiadi invernali? “Penso che siano state raccontate tante favole”. Per esempio? “Ho sentito che l’Ice dovrebbe scortare Vance e Rubio. Peccato che la scorta sia gestita dai servizi segreti. Dopodiché c’è la squadra americana. E dunque sta agli americani decidere da quale agenzia voler essere protetti. Se dall’Ice o dall’Fbi, che saranno solo di supporto alle  forze dell’ordine italiane”. Le sue parole, Di Giuseppe, arrivano nelle stesse ore in cui si specula sulla “svolta”. E cioè  sulla presidente del Consiglio, nonché leader del suo partito, rispettosa ma altresì critica di The Donald. “Ci sarebbero tante cose di cui parlare, da approfondire. Al di là delle tifoserie”. Ci dica. “Tutta la questione del Minnesota, è bene voi lo sappiate, viene fuori da uno scandalo. Il governatore e il sindaco di Minneapolis sono stati chiamati in giudizio per utilizzo di fondi destinati all’immigrazione illegale. Di questi fattacci, di proporzione unica, non parliamo. Eppure sono situazioni che vanno approfondite. Invece in Italia paragonano Pretti a Kirk”. Paragone indebito? “E’ un’offesa! Kirk non stava violando la legge, stava dialogando con chi da lui dissente. Come la sinistra non sa più fare. Il solo paragone offende Charlie Kirk”.

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