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Editoriali
Non impunità, ma tutela degli agenti
Perché nel caso di Rogoredo l’accusa di omicidio è una prassi da correggere
Il poliziotto che, durante un’operazione antispaccio nella zona di Rogoredo, a Milano, ha sparato a un uomo che gli puntava contro una pistola, che poi è risultata la replica di una Beretta, è indagato per omicidio volontario. E’ la prassi e nel corso dell’indagine si appurerà se, come appare evidente, si sia trattato di legittima difesa. Tuttavia la gravità dell’ipotesi di reato, almeno dal punto di vista logico (che non sempre coincide con quello giuridico), appare esagerata. Si tratta di uno dei reati più gravi previsti dal Codice penale e il fatto che si indaghi per questo reato un esponente delle forze dell’ordine può in qualche modo alimentare una campagna di denigrazione delle polizie, che tende, per esempio, a paragonare gli eccessi polizieschi di Minneapolis con le attività ordinarie della Polizia e dei Carabinieri in Italia. Agire per cercare di disboscare la rete di spaccio più nota della metropoli ambrosiana è un compitò difficile e pericoloso, senza il quale una piaga già grave diventerebbe ancora più estesa e lesiva della convivenza urbana.
Sarebbe forse il caso di prevedere per legge che l’indagine, ovviamente necessaria, in caso di scontri della polizia con chi rifiuta di obbedire all’ordine di fermarsi e si presenta armato, si riferisca all’avvenimento per definirne i contorni, senza avanzare immediatamente un’ipotesi di reato gravissima. Non si tratta di garantire a nessuno, nemmeno alle forze dell’ordine, l’impunità. I fatti di sangue vanno sempre chiariti per evitare abusi, ma sarebbe meglio se l’ipotesi di reato venisse espressa dopo l’accertamento e non automaticamente e immediatamente. In questo caso non c’è alcuna accusa da rivolgere ai magistrati, che hanno agito in base alle regole vigenti, ma si mette in luce un aspetto discutibile della prassi, che potrebbe essere corretto da un intervento legislativo. La tutela dell’onorabilità delle forze dell’ordine è un interesse dei cittadini. Anche per questo sarebbe bene provvedere alle modifiche utili nella prassi giudiziaria in caso di scontri con le forze dell’ordine.