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Il paradosso della stabilità del centrodestra
Divisi su tutto, ma ancora in piedi: il segreto della destra è aver trasformato il conflitto interno in un fattore di tenuta
Si fa presto a dire stabilità. Il centrodestra, lo vedete ogni giorno, è attraversato da mille rivoli, da mille divisioni e da mille sussulti. E non passa giorno senza che non vi sia, all'interno della maggioranza, qualche ragione per litigare. Si litiga sulla nomina del presidente della Consob, con la Lega e Fratelli d'Italia unite sul nome di Federico Freni e con Forza Italia no. Si litiga sul Mercosur, con Forza Italia e Fratelli d'Italia favorevoli al trattato e con la Lega invece no. Si litiga sull'invio delle armi in Ucraina, con Forza Italia e Fratelli d'Italia favorevoli e la Lega no. Si litiga sul sostegno a Trump nell'intervento in Venezuela con Maduro, con Forza Italia e Fratelli d'Italia a favore e la Lega no. Si litiga dentro il Parlamento, con Forza Italia che inizia a rubare parlamentare alla Lega. Ma il vero miracolo del centrodestra, se vogliamo, in questi quattro anni, è stato aver trasformato quello che per il centrosinistra è intollerabile, ovvero le divisioni, in un rafforzamento dell'offerta politica. Il centrodestra litiga, bisticcia, litiga, è diviso ma la presenza di un centrosinistra ancora più litigioso e una prassi consolidata nel gestire le tensioni tra alleati ha creato un'immagine di una coalizione di governo che pur essendo logorata al suo interno dà un'immagine di stabilità che pochi governi in Europa possono rivendicare. Il vero miracolo della destra, in fondo, è tutto qui: riuscire a tenere vivo il sogno della destra unita di Silvio Berlusconi nonostante gli odi, le divisioni e i fratelli più di coltelli che d'Italia.
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