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il colloquio

Rossano Sasso, deputato vannacciano: “La Lega ormai è gender fluid”

Gabriele De Campis

Il pioniere del Carroccio al Sud: "Il punto non è se io possa lasciare il partito, ma se stia diventando fluido o privo di identità”. E sulla presenza di Francesca Pascale alla kermesse di Roccaraso è netto: "Quando festeggiavamo l'assoluzione di Salvini, lei era dalla Gruber a definirlo 'ministro della disumanità'"

Bari. “Sono molto preoccupato per questa svolta della Lega, ed è un sentimento diffuso tra militanti e colleghi parlamentari”. Rossano Sasso, deputato barese del Carroccio e pioniere della Lega al Sud, non nasconde il disagio per il programma della kermesse “Idee in movimento”, dove compare Francesca Pascale. “Sono contro questa svolta fluida. E mi chiedo a cosa serva, senza riuscire a darmi una risposta”, dice al Foglio. Docente, cresciuto nel Msi, appassionato di disco-music, autore del saggio “Il gender esiste. Giù le mani dai nostri figli”, ex sottosegretario all’Istruzione ed eletto nel collegio di Altamura, Sasso ha preso negli anni il posto di Simone Pillon come riferimento dei mondi conservatori anti-gender. Negli ultimi mesi si è anche avvicinato all’area del “mondo al contrario” di Roberto Vannacci. L’evento abruzzese è la goccia che fa traboccare il vaso? “Il punto non è se io possa lasciare la Lega, ma se la Lega stia diventando fluida o priva di identità”. Sasso non ha sentito Vannacci, ma mette in fila segnali che a suo giudizio indicano una riconversione liberale del partito sui diritti. “Il vostro giornale ha pubblicato il manifesto di Luca Zaia sulla libertà nei temi etici. Ora c’è anche ‘L’Arca delle idee’ di Armando Siri”. Cosa non lo convince? “Al punto quattro si parla di famiglie fondate su qualsiasi forma di convivenza basata sull’amore. Ecco, questo per me non è accettabile”.

 

 

Con Pascale farebbe un dibattito? “Su cosa? Dovrebbe spiegarmi prima quali diritti le sarebbero negati. Vuole l’utero in affitto? Vuole riesumare il ddl Zan, che proprio la Lega ha affossato? Se sei una forza identitaria non metti in discussione i tuoi capisaldi. Di diritti possiamo discutere con Forza Italia, non dentro il Carroccio”. Poi ricorda: “Quando noi festeggiavamo l’assoluzione di Matteo Salvini, incriminato per aver difeso i confini nazionali, Pascale andava da Lilli Gruber a definirlo ‘ministro della disumanità’. Cosa è cambiato?”. Un’ulteriore frattura riguarda il cartellone dell’evento: “Io avrei invitato Nathan Trevallion, il papà della famiglia del bosco, rivendicando la libertà educativa contro uno Stato che vuole sostituirsi ai genitori”. I segnali di dissenso – dal voto sull’Ucraina alla querelle sui diritti – preludono a una scissione? Sasso non si sbilancia: “Una cosa è certa: non vado in Abruzzo. La Lega ha sempre avuto sensibilità diverse, ma la linea tracciata da Salvini sulla famiglia tradizionale è stata chiara”. C’è chi immagina Vannacci e i suoi fuori dal centrodestra, come la Fiamma tricolore di Pino Rauti nel 1996. “Le nostre idee sono state finora pienamente nel centrodestra. Speriamo lo siano anche in futuro”, chiude sibillino Sasso.

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