(foto Ansa)
il colloquio
Meghnagi (Comunità ebraica Milano): "Sul ddl antisemitismo col Pd rottura insanabile. Il 27 gennaio non li vogliamo"
Il presidente della Comunità ebraica milanese: "Se i dem vogliono andare avanti col loro testo, allora tanto meglio non farla proprio una legge. Ci sentiamo presi in giro"
“Quello del Pd è uno schiaffo alla Memoria. Ma se non vogliono difendere gli ebrei vivi allora evitino di venire a commemorare gli ebrei morti. Il 27 gennaio non li vogliamo”. Walker Meghnagi, presidente della Comunità ebraica di Milano, non è tipo da giri di parole. E anche questa volta non è da meno. “Il ddl presentato dal senatore Giorgis in rappresentanza del Pd non vuole riconoscere l'unicità degli atti antisemiti, mette tutto in un unico calderone, come se l'antisemitismo fosse una generica forma di razzismo o come se fosse paragonabile all'islamofobia. Ma così si sminuisce ciò che accade da più di due anni a questa parte nel nostro paese: un più 400 per cento di episodi di antisemitismo, noi ebrei costretti a uscire di casa scortati dalla Digos. Io sono milanese e non c'è mai stato un periodo del genere, nelle università, nelle scuole, ovunque”, dice Meghnagi. “Tutti gli altri partiti, da Forza Italia a Italia viva, hanno fatto uno sforzo comune per riconoscere l'antisemitismo per quello che è, mentre loro hanno ritrattato il testo di Delrio pur di prendere i voti di chi era contrario. Lo fanno solo per campagna elettorale. E allora noi non ci stiamo, ci opponiamo. Se il testo deve essere quello, tanto vale non farla una legge. Ci vuole rispetto nei nostri confronti”.
L'intenzione della commissione Affari costituzionale del Senato era proprio lavorare a un testo unitario in previsione del giorno della Memoria, martedì 27 gennaio. Alla fine il testo base che sarà adottato sarà quello presentato dal capogruppo leghista Massimiliano Romeo. Il Pd è stato l'unico gruppo ad avvitarsi in un'infinita discussione interna. Tanto che, come ha denunciato al Foglio la presidente dell'Unione delle comunità ebraiche italiane Noemi Di Segni, “non ci hanno dato nemmeno modo di leggere il nuovo testo”. E alla fine non ha adottato alcuna definizione di antisemitismo. Secondo Meghnagi, il dietrofront del Pd rispetto ai contenuti del ddl Delrio “segnala che sono un partito ostaggio dell'estremismo. Io questo vorrei chiedere al senatore Boccia: ma come si fa a non capire che ci vuole un intervento specifico contro l'antisemitismo? Per fortuna non tutto il Pd la pensa così e che esistono i riformisti”. Proprio gli appartenenti a quell'area (erano in cinque) non hanno firmato il testo Giorgis depositato giovedì a Palazzo Madama.
In questo colloquio col Foglio Meghnagi si scaglia pure contro “tutti quegli intellettuali che parlano e parlano di Memoria e però non sanno nemmeno dove si trova la sede della comunità ebraica”. Di certo c'è che sul ddl antisemitismo c'è forse una frattura irreversibile tra i dem e le comunità ebraiche italiane: “Ripeto, nei nostri confronti ci vuole rispetto. E' inutile che vengono alle commemorazioni se poi non ci tengono davvero alla libertà degli ebrei vivi. Noi ci sentiamo presi in giro e non ci stiamo. Per noi quella col Pd è una rottura insanabile”.