(foto Ansa)

la segreteria della segretaria

Le orecchie di Schlein: Pd dilaniato sull'antisemitismo e lei lancia la “campagna d'ascolto”

Carmelo Caruso

Il partito si spacca ancora al Senato nella discussione sull'antisemitismo. Nel frattempo Schlein convoca una segreteria per annunciare "un viaggio in Italia". Mentre i riformisti attendono ancora una Direzione (in tutti i sensi)

Ha una linea politica chiara: è la segreteria telefonica. “Pronto, sono Schlein, lasciate un messaggio”. Il Pd si è fatto acustico. Il silenzio di decisioni viene riempito con “l’ascolto” e le scelte rimandate con i “viaggi in Italia”. Oltre alla gestione disastrosa del testo Delrio (il testo sull’antisemitismo) e la mediazione fallita, ieri, su un ulteriore disegno di legge, del senatore Andrea Giorgis, c’è la tecnica dello struzzo. Martedì mattina è stata convocata la segreteria del Pd. Se nessuno ha dato la notizia è perché la segreteria si è aperta e chiusa con questo grande proposito di Schlein: “Inizieremo una campagna di ascolto nel paese. Un viaggio in Italia”. Da mesi i riformisti del Pd chiedono una Direzione (e ha il doppio significato), una Direzione di partito per preparare la campagna referendaria, ma Schlein ascolta. E si fa sera.

 

Il Pd attende la convocazione della Direzione e i riformisti qualcosa di più. Propongono: facciamola aperta. La più giovane segretaria del Pd ha scelto il metodo più antico: le porte chiuse. Non è stato sempre così. Il Pd, con Renzi segretario, aveva scelto la diretta, lo streaming. Erano passaggi, a volte durissimi, ma avevano restituito al partito vivacità e protagonismo. Quando Schlein è stata eletta ha chiarito immediatamente che i panni si lavano in famiglia. Apriamo dunque la lavatrice. Ieri, al Senato, si è tenuta un’assemblea di gruppo drammatica, di oltre cinque ore. Si doveva convergere sul testo Giorgis, sull’antisemitismo, dopo aver bloccato un galantuomo come Delrio. I senatori non hanno trovato l’accordo, ma peggio. Malpezzi ha avuto un confronto con il capogruppo Boccia. A Delrio è stato ricordato, da chi oggi comanda, che in passato, quando Delrio era dalla parte opposta, anche lui non era stato tenero con la minoranza. Delrio ha risposto con nobiltà: “C’è però una differenza. Quando voi eravate minoranza, e io maggioranza, e avevo un ruolo, io vi ho sempre difeso”. Dell’intervento surreale di Susanna Camusso, la quota Cgil del Pd, è meglio non parlarne perché sentir dire che la definizione di antisemitismo “favorisce l’antisemitismo più del 7 ottobre” non può che essere un pensiero uscito male. Alla fine il testo base sull’antisemitismo sarà quello di un leghista, Romeo, mentre il Pd costituirà un comitato ristretto di senatori per applicare cerotti al testo di Romeo. La direzione verrà prima o poi convocata e Schlein sa già come esordire e cosa far mettere ai voti: la proposta sulla campagna di ascolto. Vanno già a ruba i tappi di cera.

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  • Carmelo Caruso, giornalista a Palermo, Milano, Roma. Ha iniziato a La Repubblica. Oggi lavora al Foglio