(foto Ansa)
l'intervista
Di Segni (Ucei): “Sull'antisemitismo il Pd vive sulla luna. Irresponsabili!”
La presidente dell'Unione delle comunità ebraiche italiane: "Non fare riferimento ad alcuna definizione di antisemitismo è un atteggiamento irresponsabile. Soprattutto alla vigilia del Giorno della Memoria. Si adotti la definione Ihra, la più accreditata a livello internazionale"
“Non fare riferimento ad alcuna definizione di antisemitismo credo sia una scelta irresponsabile da parte del Pd. Vuol dire non voler dare risposte a un problema che richiede urgenza, velocità. E per giunta alla vigilia del Giorno della Memoria. Vivono sulla luna. Non puoi curare tutte le medicine con lo stesso farmaco”. Lo dice in termini così crudi, esternando tutto il suo sconforto, Noemi Di Segni, presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane (Ucei). Ieri il gruppo dei senatori del Pd, dopo ore di discussione, ha licenziato al Senato un nuovo ddl per contrastare le derive d’odio antisemita. Anche se al suo interno non adotta nessuna definizione di antisemitismo, né quella dell’International Holocaust Remembrance Alliance (Ihra), che Schlein e i suoi avevano contestato al ddl Delrio, né tantomeno quella della Dichiarazione di Gerusalemme. Il primo firmatario è il senatore Andrea Giorgis ma il testo non è stato sottoscritto da cinque senatori riformisti (oltre a Delrio – che il 26 gennaio parteciperà a un convegno sul tema con Maurizio Gasparri – ci sono Filippo Sensi, Simona Malpezzi, Walter Werini e Sandra Zampa).
“A ora il Pd non ci ha fatto pervenire alcun testo alternativo al ddl Delrio, mentre invece di tutti gli altri partiti abbiamo apprezzato lo sforzo per avanzare proposte. Ci tocca esprimerci sul vuoto”, dice al Foglio Di Segni. “Per occuparsi davvero del problema per noi è importante che la casella specifica per inquadrarlo si chiami antisemitismo”. Arriviamo al tema definizione. Secondo la parte di Pd che ha contestato il ddl Delrio, la definizione fornita dall’Ihra sarebbe troppo stringente e non permetterebbe di avanzare critiche al governo di Israele. “E questo mi sconvolge parecchio”, ribatte Di Segni. “Quella è una definizione di carattere operativo, offre degli esempi per aiutare chi si trova in diversi contesti a capire se una determinata situazione può essere considerata antisemitismo. È una sorta di guida alla lettura di una realtà. E’ un testo autorevole, nasce in un contesto intergovernativo con più di 35 paesi, ci sono voluti moltissimi anni di approfondimenti per arrivare alla sua elaborazione che quest’anno compirà dieci anni. E’ utilizzata a livello europeo e internazionale e soprattutto dall’Italia stessa che l’ha recepita in diversi passaggi, quindi è giusto che sia quello il riferimento”.
Del resto anche la struttura per il contrasto all’antisemitismo istituita presso Palazzo Chigi e guidata dal comandante Pasquale Angelosanto, ricorda la presidente Ucei, segue quella definizione. “Credo che oltre ad adottarla come standard bisognerebbe poi cercare di richiamarla da un punto di vista tecnico-legale. Alcune delle fattispecie della definizione Ihra sono già reati, come il negazionismo. Altri, per esempio gli attacchi a figure come Liliana Segre, dovrebbero configurare un vero e proprio assalto ai valori democratici del paese, un insulto alla resistenza”, conclude Di Segni. “Un ddl il più trasversale possibile, non è un regalo agli ebrei, ma la doverosa risposta dell’Italia in difesa della propria democrazia”.