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Tra Roma e Bruxelles

Merz scommette su Meloni per mediare tra Ue e Trump. Corrispondenze

Ruggiero Montenegro

Berlino vuole evitare lo scontro con Trump e crede che la premier possa essere d'aiuto nel dialogo con gli Stati Uniti su Groenlandia e dazi. Domani il vertice intergovernativo tra Italia e Germania: il cancelliere arriva nella capitale

Domani si vedranno a Roma per il vertice intergovernativo tra Italia e Germania. Ma intanto giocano di sponda in Europa. Su Donald Trump, sui dazi e la Groenlandia, la premier Giorgia Meloni e il cancelliere Friedrich Merz condividono una prospettiva comune, diversa da quella, muscolare, del francese Emmanuel Macron. Ne parleranno questa sera in occasione del Consiglio europeo convocato a Bruxelles.

Merz vuole evitare una guerra commerciale con gli Stati Uniti. Lo strumento anticoercizione Ue, il cosiddetto bazooka contro i dazi americani, può essere una leva per le trattative. Ma non è il momento di attivarla. A Berlino pensano infatti che prima di ogni escalation occorra tentare la soluzione diplomatica, puntano sulla coesione europea e sperano che Meloni, in virtù dei buoni rapporti con Trump, possa tentare una mediazione. La premier, non è un mistero, rivendica il suo ruolo da pontiera, da mettere in campo anche in questo passaggio, sebbene la minaccia di dazi più alti non riguardi direttamente l’Italia. Due giorni fa la ministra dell’Economia tedesca, Katherina Reiche, ha benedetto la mediazione di Meloni, nella convinzione che un conflitto commerciale con Trump “non può essere vinto”. Servono quindi “compattezza e una strategia europea condivisa” e in questo senso la posizione di Palazzo Chigi è “valida e meritevole di sostegno”.

Ieri, da Davos, Donald Trump ha rilanciato le sue minacce sulla Groenlandia, considerata strategica per la sicurezza americana, pur escludendo l’uso della forza: “Non sarà necessario”. Ma il principio per le cancellerie di Roma e Berlino resta lo stesso, cercare una risposta europea quanto più unitaria. Per ribadire che la sovranità della Danimarca non è in discussione mentre dal punto di vista della sicurezza le richieste americane possono essere prese in esame e affrontate all’interno di una strategia comune, anche con gli altri paesi Nato. Il ministro della Difesa italiano Guido Crosetto aveva stigmatizzato l’invio a Nuuk di piccoli contingenti di soldati europei – “sembra una barzelletta” – auspicando invece un’azione comune e coordinata da parte dei paesi occidentali nell’Artico. Posizione che verrà ribadita oggi al Consiglio europeo dove dovrebbe fare capolino anche il dossier Mercosur, dopo che il Parlamento europeo ha votato affinché la Corte di giustizia possa esprimersi sull’accordo commerciale con il Sudamerica. Merz ha apprezzato lo sforzo italiano delle scorse settimane, decisivo per sbloccare l’accordo (mentre Macron si è sfilato). E ieri ha chiesto che “l’accordo venga applicato in via provvisoria”. Nelle stesse ore anche il meloniano Raffaele Fitto, vicepresidente della Commissione Ue, ha detto parole che vanno nella stessa direzione: “E’ importante attuarlo quanto più rapidamente possibile”. E da Roma, un altro meloniano come Tommaso Foti ha ribadito che il “Mercosur è un’opportunità, spero entri in vigore subito”. Il ministro ha anche parlato del Board of Peace per Gaza, spiegando che prima bisogna “inquadrare giuridicamente” la questione”. Più tardi anche la premier, pur dicendosi interessata, ha detto che esiste un tema “di compatibilità costituzionale” per cui oggi non arriverà la firma italiana. Ci sono dunque ancora nodi da sciogliere rispetto a un organismo che per alcuni sarebbe in contrasto con l’Onu. Anche Merz intanto ha dubbi: non ha ancora deciso se entrare nel Board, non sarà alla cerimonia di Trump questa mattina e attraverso un portavoce fa sapere che “il governo tedesco vuole prima sviluppare una posizione europea unitaria”.

Tra Roma e Berlino ci sono insomma, in questa fase, varie corrispondenze, che troveranno domani nuova linfa nel Business Forum dedicato alle imprese italiane e tedesche organizzato dalla Farnesina. E soprattutto nel vertice intergovernativo (con la presenza di numerosi ministri) a Villa Pamphilj, con Meloni e Merz. Verrà rinforzata e rilanciata la cooperazione, il rapporto strategico tra i due paesi, e saranno siglati una decina di accordi. Tra questi il nuovo piano di azione italo-tedesco: obiettivi e iniziative comuni dall’economia alla tecnologia. E poi una più stretta collaborazione nell’ambito della difesa, tra cybersicurezza, strutture critiche e spazio, con l’obiettivo di rafforzare anche la produzione degli armamenti nell’Ue. E di cui la joint venture tra Leonardo e Rheinmetall rappresenta già un esempio.

 

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