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Da solennità a carnevalata

La tipografia antisemitismo. Più testi che teste. L'autogol Pd

Carmelo Caruso

Si avvicina il 27 gennaio: il giorno della memoria, in cui si scoprirà il testo base contro il fenomeno. Romeo e Scalfarotto ne hanno già uno pronto, mentre i dem hanno preferito bloccare il disegno di legge di Delrio per formularne uno nuovo

Più testi che teste. L’antisemitismo è finito in tipografia. Ricordate la proposta Delrio? L’ex ministro del Pd si batte per depositare un disegno di legge sull’antisemitismo. Il Pd lo ferma perché il testo per Schlein e Boccia è troppo stringente e fa sua la definizione dell’Ihra (International Holocaust Remembrance Alliance). Sia Boccia sia Schlein la stessa definizione l’hanno adottata in passato. Boccia quando era ministro nel governo Conte II e Schlein l’ha votata quando sedeva all’Europarlamento. Lasciamo perdere…. Per arginare Delrio, la mitezza fatta persona, viene chiesto al senatore del Pd, Andrea Giorgis (l’allievo di Zagrebelsky) di formulare una proposta unitaria del Pd. Bene. Si avvicina il giorno della memoria, il 27 gennaio, e si avvicina anche il momento di decidere. Fioriscono i testi. Lega e Iv presentano il loro, il testo Romeo-Scalfarotto, un altro lo presenta Gasparri. FdI può essere da meno? Eh, no. Il Pd ha bisogno di tempo, FdI anche. Martedì notte il partito di Meloni accelera e presenta il disegno di legge antisemitismo a firma Malan.

Il Pd arranca. Ripetiamo, al momento i primi ad avere il testo pronto sono Romeo e Scalfarotto. Per non essere scavalcati, FdI e Pd convergono. Mercoledì mattina si riunisce la commissione Affari Costituzionali del Senato e sapete cosa di decide? Uno, uno solo. Ci sarà solo un testo base. La domanda è: ma quale testo? Decisione: si scoprirà il giorno 27 per rendere solenne il tutto. Ovviamente chi fa la figura peggiore è il Pd che ha preferito bloccare un disegno di legge già pronto. Il problema era la definizione di antisemitismo, una dicitura che anche gli studiosi più dialettici con Israele, come Gadi Luzzatto Voghera, direttore della Fondazione Centro di documentazione ebraica contemporanea (Cdec) ha definito “non solo corretta, ma necessaria”. Sarebbe questa la solennità? Più che rendere solenne il tutto, il tutto è stato ridotto a carnevalata.

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  • Carmelo Caruso, giornalista a Palermo, Milano, Roma. Ha iniziato a La Repubblica. Oggi lavora al Foglio