Emergenza giovani
“No al benaltrismo a sinistra sulla sicurezza”, dice la dem Madia
La proposta di legge sui social "rallentata", le carceri, il recupero della "capillarità", anche nelle parrocchie
Che fare intanto con i coltelli a scuola? “I primi a presentare una proposta di legge sulla limitazione del possesso delle armi da taglio per i minori sono stati i senatori dem Filippo Sensi e Valter Verini. Se il governo decide di fare qualcosa, io ci sono. Ma mi chiedo perché, dopo tre anni di governo Meloni, i ragazzi abbiano ancora i coltelli in tasca”.
Roma. La sinistra ha lasciato il tema sicurezza alla destra, ha detto l’ex prefetto Franco Gabrielli su questo giornale, “Penso abbia ragione Gabrielli quando dice che non serve la sinistra del benaltrismo, quella per cui è sempre un’altra cosa quella che devi fare quando si parla di sicurezza”, dice l’ex ministro e deputata dem riformista Marianna Madia. Premessa: “Qualunque politica legata alla sicurezza deve partire dalle carceri: viviamo una condizione di sovraffollamento indegno di un paese democratico e civile. E trovo colpevole, tanto più nell’anno giubilare, non aver affrontato questo tema”. Madia aveva firmato la proposta di legge del deputato Roberto Giachetti e salutato l’apertura del presidente del Senato Ignazio La Russa, “ma al dunque”, dice, “la maggioranza si è rivelata garantista a corrente alternata: lo è sulla separazione delle carriere, ma poi riemerge l’anima del ‘buttiamo la chiave’”. Altro tema sottovalutato, dice Madia, quello dei disturbi psichiatrici. Che fare intanto con i coltelli a scuola? “I primi a presentare una proposta di legge sulla limitazione del possesso delle armi da taglio per i minori sono stati i senatori dem Filippo Sensi e Valter Verini. Se il governo decide di fare qualcosa, io ci sono. Ma mi chiedo perché, dopo tre anni di governo Meloni, i ragazzi abbiano ancora i coltelli in tasca”. E poi, dice Madia, ci sono “piccole cose di buonsenso che si possono fare riguardo ai reati che creano disagi allo svolgimento della vita quotidiana dei più deboli: borseggi sull’autobus, furti ai pendolari. In questi casi normalmente si procede a piede libero o senza poi irrogare le misure cautelari, e la persona di fatto rimane in libertà. Ecco, di fronte alla reiterazione, si può pensare di rendere obbligatoria la misura cautelare. Penso sia di buonsenso non allinearsi alla sinistra del benaltrismo, senza per questo scivolare nelle cosiddette salvinate”. Madia si è molto occupata dei social, a volte booster di violenza presso i giovanissimi. “Se si leggessero i resoconti delle audizioni della Commissione parlamentare per l’Infanzia e l’Adolescenza”, dice, “ci si renderebbe conto quanto stia diminuendo l’età media di chi delinque. Ed emerge quasi sempre una forte correlazione con i social”. La deputata lo scorso anno ha fatto proiettare alla Camera la miniserie Netflix “Adolescence”, nata da un fatto di cronaca legato al fenomeno degli incel, i giovani “celibi involontari”. “Una vera emergenza, non fantascienza”, dice: “E quando tutti i pediatri ti dicono che sotto una certa età è meglio non stare sulle piattaforme, penso le istituzioni abbiano la responsabilità di provare a fare qualcosa. Come fu con la legge Sirchia sul fumo”. Madia aveva presentato con Lavinia Mennuni di FdI una proposta di legge sulla maggiore età digitale, firmata da tutti i gruppi politici e approvata anche dalla Commissione Europea. Poi? “A un certo punto è uscita un’agenzia da cui si evinceva che la premier, durante un Consiglio dei ministri, aveva fatto capire che bisognava rallentare. Io avevo parlato con lei della proposta. E lei non aveva detto di essere contraria, ma di doverci mettere la testa. Delle due l’una: se questa è un’emergenza il metterci la testa non può durare mesi e mesi, magari fino alla fine della legislatura, altrimenti mi viene da pensare che qualcuno abbia attirato l’attenzione sull’eventuale danno economico alle piattaforme. Se invece Meloni è contraria, spieghi perché”. Le piattaforme stesse hanno cercato di darsi un limite (vedi Meta con i profili instagram per teenager): “Una cosa non esclude l’altra”. Come intervenire a monte, sul disagio? “Investendo insieme in sicurezza e cultura e recuperando la capillarità persa dai partiti, mettendosi in ascolto di chi ce l’ha ancora, per esempio le parrocchie”. Non si rischia così di incorrere in un altro anatema del prof Tomaso Montanari e di chi vorrebbe i riformisti dem fuori dal Pd, magari in Italia Viva con Matteo Renzi? “Non rispondo a Montanari”, dice Madia, “e penso il vero tema sia come arrivare alle Politiche con una coalizione forte e credibile, capace di battere Meloni. Cosa non scontata”. Qualche giorno fa la deputata ha cenato con la moglie del governatore democratico della California Gavin Newsom. Hanno parlato proprio, dice, “di salute fisica e mentale dei ragazzi, e di impatto delle nuove tecnologie”.