Ansa
Tra prevenzione e repressione
Gori: “Sulla sicurezza la sinistra ha perso molti voti”
L'ex sindaco di Bergamo, europarlamentare pd, riflette sulla possibile via da percorrere. È in arrivo dal governo un pacchetto di regole. C'è chi pensa però che reprimere soltanto non serva. Gori lo pensa, ma pensa anche che “parlare solo di prevenzione, sfuggendo alla necessità di punire chi delinque, sia altrettanto sbagliato"
Parlare di sicurezza, parlarne da sinistra dopo avere “regalato il dossier alla destra”, come ha detto l’ex capo della Polizia Franco Gabrielli a questo giornale. Chiediamo aiuto a Giorgio Gori, ex sindaco di Bergamo, europarlamentare e voce storica del riformismo dem, mentre i fatti di cronaca chiamano in causa giovani e giovanissimi, imponendo una riflessione in più sul tema. Come trattarlo, al di là della demagogia e delle opposte fazioni? “Basterebbe riconoscere la complessità delle cose”, dice Gori, “rifuggire le semplificazioni, evitare di farne un uso strumentale. Basterebbe stare alla realtà dei fatti, ascoltare chi si occupa professionalmente di questi problemi, e cercare innanzitutto di capire, anziché farne costantemente materia di propaganda elettorale. Si comprenderebbe così quanto è insensato accapigliarsi sull’alternativa tra repressione e prevenzione, quando è evidente che servono entrambe”.
Gori è rimasto molto colpito, a questo proposito, dall’intervista alla presidente del Tribunale dei minori di Brescia, pubblicata qualche giorno fa dal Corriere della Sera: “E’ utile innanzitutto per cogliere la gravità della situazione. Vi si raccontava che, negli ultimi anni, tra il 2022-2023 e il 2024-2025, i reati commessi da minori in provincia di Bergamo sono esplosi, praticamente triplicati. Dietro c’è quasi sempre l’uso precoce di sostanze stupefacenti e di psicofarmaci, Lyrica e Rivotril, facilmente acquistabili sul mercato nero, da cui derivano gravi problematiche psichiatriche estremamente diffuse”. E’ in arrivo, dal governo, un pacchetto di regole. Ma reprimere potrebbe non servire, se non si previene. “E’ quello che penso”, dice Gori, “così come penso che parlare solo di prevenzione, sfuggendo alla necessità di punire chi delinque, sia altrettanto sbagliato. Quanto al governo, l’impressione è che pensino di risolvere il problema moltiplicando le tipologie di reato e inasprendo le pene. Non è sempre inutile — io per esempio non sono contrario a una stretta sulle armi da taglio — ma lo è in molti casi, soprattutto quando non si è in grado di garantire certezza della pena. Diventa sbagliato, poi, se non si attiva nessun percorso di rieducazione o di cura, ma tutto porta solo e soltanto al carcere. I ragazzi strafatti di psicofarmaci e con seri problemi psichiatrici avrebbero bisogno di essere accolti in comunità a doppia diagnosi, dove essere contenuti e al tempo stesso curati. Finiscono invece solo e soltanto in carcere, perché le comunità sono poche, strapiene, con lunghissime liste d’attesa”.
La sinistra è a lungo fuggita dal tema, forse pensando erroneamente di capitalizzare. “La sinistra non ha capitalizzato un bel niente, semmai su questo tema ha perso la fiducia e il voto di tanti suoi potenziali elettori. La destra ha fatto della propaganda sulla sicurezza una sua bandiera. Non ha risolto nulla, ma quanto meno ha dato l’idea di voler ascoltare. Parlando della sinistra bisogna invece distinguere: c’è quella rappresentata dai sindaci, che dei problemi della sicurezza si occupano da sempre e con tutta l’attenzione necessaria – salvo ritrovarsi spesso senza i mezzi per affrontarli; e c’è la sinistra dei partiti nazionali, che per troppo tempo si sono invece voltati dall’altra parte, convinti che ‘law and order’ fossero parole di destra, quindi non pronunciabili, e tendenti a un approccio esclusivamente sociologico. E’ stato un grave errore, cui mi pare si stia però rimediando”. Suggerimenti da ex sindaco? “E’ necessario rafforzare gli organici delle forze dell’ordine, perché la presenza sul territorio è fondamentale. Serve lavorare nelle scuole e a fianco delle famiglie, investire in coesione sociale nei quartieri, usare lo sport e l’animazione culturale come leve di inclusione sociale. Servono psicologi ed educatori di strada. Servono, come ho detto, comunità che sommino contenimento e cura, e misure alternative alla detenzione”.
Si lega spesso il tema sicurezza a quello dell’immigrazione. “Per ciò che attiene la sicurezza, vedo due priorità. La prima è investire molto di più nell’integrazione di chi arriva da altri paesi e altre culture”. E poi? “La seconda priorità”, dice Gori, “è prosciugare il bacino di illegalità rappresentato dai migranti che si sono visti rifiutare il permesso di soggiorno e che tuttavia rimangono qui, vivendo di espedienti e spesso di attività illecite. Delle due l’una: o vengono rimpatriati – se si è in grado di farlo – oppure vanno integrati a loro volta, con percorsi di formazione e di cittadinanza”.