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il colloquio

Ruotolo (Pd) attacca: “De Luca sindaco di Salerno? È il feudalesimo”

Federico Giorgetti

Le dimissioni del sindaco salernitano Vincenzo Napoli per fare spazio alla candidatura dell'ex governatore della Campania hanno irritato i dem e gli alleati. L'europarlamentare dem: "Prima del nome, mettere al centro l'idea. No a candidati divisivi"

Roma.Vincenzo De Luca di nuovo sindaco di Salerno? E’ il feudalesimo, rappresenta la radiografia e la conclusione di un modo trentennale di intendere le istituzioni e il governo”, dice al Foglio Sandro Ruotolo, europarlamentare del Pd. Le dimissioni del sindaco salernitano Vincenzo Napoli per fare spazio alla candidatura dell’ex governatore della Campania hanno irritato non poco Pd e alleati, tanto che i dem hanno chiesto di fare un passo indietro e ritirare le dimissioni. Ruotolo proprio non ci sta: “Salerno non è un principato a parte, fa parte dell’Italia e fa parte della Campania. Ma soprattutto fa parte di un’idea che abbiamo di campo largo. Lo abbiamo fatto nelle ultime sei regioni andate al voto, consolidiamo questa prospettiva”. Ma se De Luca davvero si candida, lo sostenete? “Sediamoci a un tavolo con gli alleati e capiamola. Prima del nome dobbiamo mettere al centro l’idea. Poi vedrei il candidato, che certo non può essere uno che divide, questo è fondamentale”. Il M5s ha già fatto sapere che se ci fosse una candidatura di De Luca si sfilerebbe. Nel frattempo i contiani hanno accelerato, chiedendo agli alleati un tavolo per le amministrative che si svolgeranno in primavera. “Siamo nella regione del modello Campania, dove abbiamo vinto con Roberto Fico. Siamo nella regione del modello Napoli, dove abbiamo trovato una sintesi con il sindaco Gaetano Manfredi. Perché sottrarre la città di Salerno a questa idea?”, si chiede Ruotolo. E tuttavia il segretario del Pd campano è Piero De Luca, figlio dell’ex governatore. Vincenzo Napoli — ed è quello forse che si augurano al Nazareno — ha tempo fino al 5 febbraio per ritirare le dimissioni. Ma il rischio cortocircuito è insomma molto alto, senza dimenticare il precedente del 2006 quando i dem sfidarono De Luca padre, proprio a Salerno, e risultarono sconfitti.

 

 

E Schlein che ne pensa? Per ora la segretaria non si è esposta, ma è attesa il 31 gennaio proprio a Napoli, per l’evento organizzato da Stefano Bonaccini. Le grane per la leader comunque non si fermano alle scaramucce deluchiane: anche la giunta varata dal neo governatore della Puglia Antonio Decaro ha generato qualche malumore. Prima a Schlein, che ha visto la leccese Loredana Capone, sua fedelissima e vicepresidente nazionale del partito, esclusa dalla squadra di governo. Quindi agli stessi dem del Salento, “amareggiati e disorientati” per non avere ottenuto alcuna rappresentanza in giunta. Schlein ha il polso della situazione al sud? “La segretaria sa – assicura Ruotolo –. E poi la scelta di Decaro era nel corso delle cose dopo i 500 mila voti delle europee. Mentre in Campania il centrosinistra si è ‘allargato’”. Però in Puglia l’ex governatore Emiliano aveva accettato di non ricandidarsi perché gli era stato promesso un assessorato. Decaro lo ha nominato “solo” come suo consigliere personale. “Non credo sia andata così, infatti non è andata così”. Sarà.

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