il Foglio Ai

La sobria protesta di Iv davanti all'ambasciata iraniana, per distinguere popolo e regime

La manifestazione di Italia Viva sceglie toni misurati e un messaggio chiaro: l’Iran non è un’astrazione diplomatica ma un paese segnato da una repressione sistematica. Ricordarlo significa rompere l’indifferenza

C’è un elemento di sobrietà, più che di spettacolarizzazione, nella manifestazione organizzata da Italia Viva davanti all’ambasciata iraniana. Un gesto semplice, diretto, che evita il linguaggio generico delle condanne rituali e prova invece a fissare un punto politico chiaro: distinguere senza ambiguità tra il popolo iraniano e il regime che lo governa. La scelta di riprendere un simbolo diventato noto a livello internazionale non serve ad alzare i toni, ma a rendere comprensibile il messaggio. L’Iran non è un dossier astratto né una questione da risolvere con formule diplomatiche automatiche. È un paese in cui la repressione è sistematica e in cui una parte della società civile continua a pagare un prezzo altissimo per chiedere libertà elementari. Ricordarlo davanti all’ambasciata, senza infingimenti, è un modo per sottrarre il tema all’ipocrisia e all’indifferenza.