Il Bona alla riscossa
Bonaccini 'o sarracino. Una riunione a Napoli con Salis e contro Guerini
Il 31 gennaio il capo di Enegia Popolare si riunirà con sindaci e amministratori locali. Con lui Gaetano Manfredi, Silvia Salis, Antonio De Caro
Roma. Stefano ‘o sarracino. E’ tutto pronto o quasi per l’appuntamento che a fine mese riunirà attorno al presidente del Pd alcuni tra i più pregiati sindaci e governatori democratici. Mare in bonaccia, anzi in Bonaccini. Attorno a lui, a Napoli, il 31 gennaio s’incontreranno tutti alla Stazione Marittima del Molo Angioino dove, a un certo punto, farà capolino persino lei. La segretaria Elly Schlein. La capa che giusto un mese fa ha sussunto nella maggioranza del partito proprio il capo. E cioè “il Bona”. L’ex presidente dell’Emilia-Romagna che, pur essendo rimasto al vertice della corrente riformista Energia popolare, è entrato nel mare magno dei dem. In maggioranza.
Ed eccolo dunque a Napoli, Bonaccini (che poi sarebbe anche europarlamentare). Eccolo rotolare verso sud, perché è dal sud – spiegano – che, dopo la risacca, egli vorrebbe organizzare la riscossa
Con lui saranno Antonio De Caro, il presidente levantino, Michele De Pascale, il presidente successore, poi il governatore della Toscana Eugenio Giani e la civica presidente dell’Umbria Stefania Proietti. Tra i sindaci: Gaetano Manfredi, Roberto Gualtieri, Stefano Lo Russo e, ovviamente, la stella di Genova Silvia Salis. L’altro volto del riformismo al femminile. A destra di Schlein, a sinistra di Pina Picierno. E qui veniamo al punto. Perché quella di Napoli – ci dicono – è la riscossa di Bonaccini certo in polemica con i “montepulcianesi” (il Correntone), ma ancor più in antitesi al turbo-riformismo (la minoranza della minoranza). E cioè in opposizione alla galassia che in Picierno, Guerini, Gori trovò in ottobre la sua triade meneghina (fu ai Bagni Misteriosi del Teatro Franco Parenti che, dopo un pranzo all’Osteria del Treno, prese corpo la corrente guidata dal presidente del Copasir, col Dominus vobiscum di Graziano Delrio).
Sicché Bonaccini, accusato da costoro d’essere un po’ bonaccione – un po’ troppo accondiscendente con la segretaria Schlein – risponde a Milano con Napoli. All’Osteria del Treno, con la Stazione Marittima (buon viaggio!). Benché quest’incontro lo avesse in agenda da tempo.
All’inizio – lo aveva pensato in ottobre – “Idee per l’Italia” voleva essere il raduno degli amministratori locali. Di “quelli che hanno i voti”. Voleva essere, soprattutto, “un atto di forza che partisse da sud”. Poi, dopo la confluenza in maggioranza, si parlava di tornare sui propri temi per non alienarsi. O meglio: di discutere i temi che “da dentro” orientassero il programma del Pd. E quindi non solo salute e lavoro, ma pure imprese, tasse e sicurezza: i tabù di Schlein. Le speculazioni, con il presidente in maggioranza, erano addirittura quelle di Bonaccini “Cavallo di Troia”. Di uno Stefano Odisseo. Altro che bonaccione.
Oggi, nel turbine di correnti, quella di Napoli pare sia invece una riscossa tutta endogamica. Una risposta, in fondo pacata, ai gemelli dizigoti di Milano. Riformisti contro riformisti. Anche perché contro Schlein – tra sindaci ingegneri e sindachesse star – non c’è ancora una vera alternativa (Elly lo sa e non mancherà).
Al Molo Angioino è tutto pronto o quasi. Il Correntone non bagna Napoli, ma “il Bona” sì.
La manifestazione in Campidoglio