(foto Ansa)
l'intervista
Lo Russo (Pd): "La sicurezza è di sinistra. Ora facciamo proposte di governo”
Il sindaco di Torino, responsabile dei primi cittadini dem, sulle nuove misure allo studio: "Ci vuole collaborazione tra i diversi livelli dello stato, no allo scaricabarile. Zone rosse? Qualcuna può aiutare ma non si risolve così la criminalità Figure come Franco Gabrielli possono essere utili alla sinistra"
Dice che “i temi della sicurezza sono un patrimonio della sinistra e del Pd”. E che “però, al contempo, vanno affrontati con serietà, con una differenza non solo di contenuti ma anche di approccio. E’ questa la diversità rispetto a chi cavalca questi temi per fare campagna elettorale”. Così in quest’intervista col Foglio il sindaco di Torino Stefano Lo Russo, coordinatore dei sindaci del Pd, nei giorni in cui si discute di un nuovo pacchetto sulla sicurezza a cui sta lavorando il governo, richiama tutti, anche la sinistra, alla responsabilità e soprattutto al pragmatismo. “Anzitutto c’è la necessità di fare uno sforzo: raccontare la realtà per quella che è. E da qui affrontarla, trovando delle soluzioni condivise che vadano a beneficio dei cittadini. Uno degli sport della politica italiana è scaricare le proprie responsabilità sugli altri livelli dello stato o su chi c’era prima. Io credo che le persone siano stufe di questo meccanismo”. Anche per questo, al di là dei provvedimenti che verranno presentati nelle prossime settimane, c’è bisogno che i sindaci non siano lasciati a se stessi. Quali sarebbero le priorità d’intervento? “La sicurezza nelle aree urbane e in generale nel paese, è la risultante di diverse componenti che sono legate ai temi della sicurezza sociale, dei salari, del fatto che le persone non devono sentirsi sole e abbandonate al loro destino”, ragiona l’esponente dem. “Parallelamente c’è una sicurezza connessa ai presidi di legalità, alla presenza visibile e tangibile delle forze dell’ordine nei quartieri, perché le persone hanno bisogno di vedere anche fisicamente le pattuglie girare. Per questo serve avere un rafforzamento degli organici delle forze dell’ordine soprattutto nelle aree critiche”. Ma c’è anche un versante, quello dei disagi psichici e delle dipendenze, che chiama in ballo competenze in ambito sanitario. O la questione carceraria. “Sono tutte componenti che devono far parte di una strategia integrata. La sfida è quella di prendere piena consapevolezza che se vogliamo rispondere ai bisogni del cittadino, dobbiamo ragionare in quest’ottica su diversi livelli. Sono elementi che appartengono, in termini di responsabilità, a istituzioni diverse e conseguentemente l’unica risposta credibile è quella di far lavorare le istituzioni insieme condividendo responsabilità ma anche soluzioni che dobbiamo portare avanti”. Una delle proposte avanzate dal governo riguarda l’estensione delle zone rosse. Che idea si è fatto? “Innanzitutto bisogna capire di cosa stiamo parlando”, risponde Lo Russo. “Le zone rosse sono dei luoghi in cui se una persona ha determinate caratteristiche, viene allontanata di qualche centinaio di metri. Questo forse può aiutare situazioni molto specifiche, ma certamente non è un tema risolutivo dei problemi di criminalità”.
Anche sulla gestione dell’immigrazione, su cui spesso i sindaci del Pd hanno chiesto maggior coraggio, Lo Russo la pensa in questi termini: “Vista la crisi demografica che investe l’Italia e l’Europa, accanto alla necessità di costruire condizioni economiche e sociali che consentano di pensare a un’inversione di rotta, ambito sul quale c’è ancora molto lavoro da fare, appare evidente l’esigenza di aprirsi a un’immigrazione regolata e consapevole. Sono il sindaco di una città che ha attraversato nella sua storia fasi di sviluppo e di crescita costruite anche in larga misura sull’immigrazione, sperimentando ondate migratorie profondamente diverse tra loro. Queste fasi hanno generato anche momenti di conflitto, come è fisiologico che sia. La buona politica è comporre questo conflitto e non esasperarlo. E lavorare sull’inclusione. Uno dei presupposti necessari che aiuta in questo compito difficile è la cornice di legalità che non può mai venire meno. Su questo punto si innesta un equivoco ricorrente nel dibattito pubblico: l’idea che l’estensione delle fattispecie di reato e l’inasprimento delle pene producano automaticamente maggiore sicurezza. La variabile decisiva non è la durezza della pena, ma la certezza della sanzione e della sua applicazione”. Secondo Lo Russo, il Pd lo sta già facendo ma “deve continuare a declinare una proposta di governo del paese senza semplificazioni e che contemporaneamente fa sapere che una delle condizioni indispensabili perché ci sia una sicurezza nelle città è che ci sia una sicurezza sociale. In questa cornice noi sindaci possiamo fare da raccordo tra governo dei territori e proposta politica nazionale”. Il Pd dovrebbe puntare più su figure come l’ex prefetto Franco Gabrielli che ha dato una mano al sindaco Sala a Milano? “Tutte le competenze professionali che hanno approcciato questi temi possono essere elementi utili a costruire politiche urbane efficaci”, conclude Lo Russo.