Ansa
il ministro sotto stress
Dietro le mosse di Piantedosi c'è Meloni che chiede misure e presenza
La premier ha rivendicato il lavoro svolto finora dall’esecutivo, ma ha ammesso che sulla sicurezza occorre fare di più. E dopo la richiesta esplicita della presidente del Consiglio, sono arrivate sul tavolo due bozze: uno schema di decreto-legge e un disegno di legge
Giorgia Meloni ha chiesto al ministro Matteo Piantedosi un cambio di passo sul tema della sicurezza, e il segnale è subito arrivato. Mercoledì con la diffusione delel bozze di un decreto ancora, tuttavia, al di là dal venire. In realtà, non è solo dalle nuove misure in cottura che la presidente del Consiglio si aspetta una svolta. La premier ha rivendicato il lavoro svolto finora dall’esecutivo ma ha ammesso che occorre fare di più. La presidente del Consiglio, riferisce un big di FdI, si attende una maggiore incisività nella gestione ordinaria. Insomma, che arrivi più spesso la “cavalleria”, per esempio nelle vicinanze delle stazioni, per dare una maggiore percezione di sicurezza ai cittadini. Operazioni di alto impatto anche scenografico, come quelle avvenute contro i centri sociali Leoncavallo e Askatasuna. Ma intanto ora si apre la fase due.
Anche in passato il ministro dell’Interno Piantedosi aveva prospettato una serie di misure hard sul tema della sicurezza, idee e suggerimenti a Palazzo Chigi e alle forze politiche di centrodestra. Motivi di cautela e diffidenze tra gli alleati, con la corsa a mettere il cappello sulle norme, hanno fatto sì che il nuovo pacchetto slittasse. Con la richiesta esplicita della premier, nella sede del governo sono arrivate sul tavolo due bozze: uno schema di decreto-legge “recante disposizioni urgenti per il potenziamento operativo e organizzativo del ministero dell’Interno e delle forze di polizia”. E un disegno di legge “in materia di sicurezza pubblica, di immigrazione e protezione internazionale”. Non è escluso che, magari per evitare eventuali rilievi del Colle, il governo possa mettere da parte l’idea di procedere con un provvedimento di urgenza. E provvedere per via ordinaria. E’ vero che quello della sicurezza è un dossier che ha sempre unito i partiti di maggioranza e che è molto sentito dagli elettori di centrodestra. Ma i tempi per l’approvazione di norme che comunque non dovrebbero arrivare sul tavolo del Consiglio dei ministri prima di una ventina di giorni rischiano di non essere celeri, anche se di sicuro al momento del semaforo verde si prospetterà una corsia preferenziale. Le forze di maggioranza dovranno fare fronte a un ingolfamento di leggi nelle Commissioni di Camera e Senato.
A poco più di un anno e mezzo dalla fine della legislatura sono molti i dossier in ballo. E’ destinato e non poco a slittare il premierato, solo nella seconda metà del 2026 ci sarà un nuovo passaggio, dopo quello dell’anno scorso, a Montecitorio (terza e quarta lettura potrebbero arrivare, se si facesse in tempo, solo nel 2027). A Palazzo Madama la commissione Affari Costituzionali è impegnata sulla questione dei Lep e sulla legge per evitare i ballottaggi al secondo turno in vista delle prossime amministrative. Poi dopo il referendum si procederà ad incardinare un testo di riforma della legge elettorale. E c’è anche la riforma che assegna maggiori poteri a Roma capitale e tante altre proposte che proseguiranno il proprio iter. La premier che prima di partire per la missione in Asia ha chiesto di spegnere subito le polemiche sull’operazione “Strade sicure” punta ad interventi che facciano capire ancora di più che lo stato è presente al fianco di chi teme per la propria incolumità.
L’input, spiega una fonte del partito di via della Scrofa, è che si agisca innanzitutto nel presente, oltre che nei prossimi mesi. Intanto, il responsabile del Viminale, di fronte al rischio di un autolesionismo della coalizione che da sempre considera quello della sicurezza un tema vincente ma che è andata in cortocircuito sui militari in strada (“la Lega vigila, non arretreremo di un millimetro”, ha ribadito ieri; il convincimento, anche di FdI, è che “sul tema della sicurezza si giocheranno le prossime elezioni”), ha inviato subito un segnale.