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l'intervista
“Indecente la sinistra che non lotta per l'Iran”, dice Paolo Flores d'Arcais
I motivi della non-azione affondano "nel fatto che la rivolta in Iran non è una rivolta antioccidentale. E, a quelli che ancora si spacciano di sinistra, una rivolta antioccidentale non piace", dice il fondatore di Micromega
I racconti e le poche immagini che escono dall’Iran disegnano un quadro terribile di repressione brutale. Ma la sinistra è apparsa timida rispetto alle precedenti mobilitazioni imponenti per la Palestina. “Sinistra introvabile”, l’ha chiamata sulla sua rivista il fondatore di Micromega Paolo Flores d’Arcais. Gli chiediamo aiuto per capire le ragioni di questa titubanza. “Repressione brutale è una definizione molto minimalista. Questa è una delle carneficine più mostruose mai viste. Sparare a mitraglia su una folla: cose che leggevamo nei libri di storia a proposito del generale Bava Beccaris, come qualcosa di mostruoso, appunto, che non poteva appartenere al mondo di oggi. E invece oggi in Iran ci sono più di diecimila persone in carcere che attendono di essere giudicate e rischiano la pena di morte in quanto ‘nemici di Dio’. Le autorità iraniane hanno detto di voler fare processi rapidi, pubblici e con esecuzioni immediate”. E’ una situazione di tale violenza sanguinaria, dice Flores, “che la titubanza mi appare piuttosto una non-reazione colpevole e disgustosa. Siamo a quasi tre settimane di manifestazioni quotidiane e una sinistra non indegna del suo nome avrebbe dovuto scendere in piazza al primo manifestante ucciso, non al millesimo o decimillesimo”.
Oggi però c’è una manifestazione in Campidoglio. “Una manifestazione a cui partiti che io non chiamo di sinistra, ma che si definiscono di sinistra e vengono ancora giornalisticamente chiamati di sinistra, hanno aderito soltanto qualche giorno fa, nonostante fosse stata indetta da tempo da un piccolo gruppo di donne che si rifanno allo slogan ‘donna, vita, libertà’, parola d’ordine di una rivolta che dura da quando la studentessa Masha Amini è stata uccisa per aver voluto tenere i capelli al vento”. Si dice “sgomento”, Flores, “di fronte all’accidia e all’inesistenza della sinistra”. Da dove viene? “Purtroppo la risposta è semplice ed angosciante: dal fatto che la rivolta in Iran non è una rivolta antioccidentale. E, a quelli che ancora si spacciano di sinistra, una rivolta antioccidentale non piace. Follia delle follie, perché invece la sinistra è all’origine di un Occidente che nasce con la Rivoluzione americana e la Rivoluzione francese e perché, in questi due secoli e mezzo che ci separano da quelle rivoluzioni, è sempre stata l’anima luminosa dell’Occidente contro i continui tentativi di restaurazione o di depotenziamento dei valori di quelle rivoluzioni. Si dovrebbe stare con la rivolta iraniana toto corde, visto che i ragazzi in piazza chiedono esattamente il frutto delle lotte popolari in quei due secoli e mezzo: eguaglianza tra donne e uomini, libertà di pensiero, parola, organizzazione, voto”. C’è anche il tema dell’uso della forza, paravento dietro cui ci si trincera. “Anche qui”, dice Flores, “è scattato un capovolgimento dei valori della sinistra da parte di quelli che pensano di averne il monopolio. Non parlo solo dei partiti, ma anche di coloro che un tempo venivano chiamati intellettuali. La sinistra non è mai stata contro l’uso della violenza, non è mai stata per l’irenismo e per il porgere l’altra guancia”.
Che cosa è successo? “Il problema è quale violenza si usa, per quali obiettivi e con quali risultati. In questo caso la violenza è tutta dalla parte del regime islamista. Quindi ogni violenza che la contrasti è diritto all’autodifesa. L’unico problema che una persona di sinistra deve porsi è: un intervento militare sarebbe efficace per rovesciare il regime? Quale tipo di intervento sarebbe efficace e quale invece controproducente? Il problema non è certo evitare l’intervento, visto oltretutto che lo chiedono i manifestanti che rischiano ogni giorno la vita in piazza”. Si teme forse di essere identificati con Donald Trump? “Trump è criminale, ma anche il peggiore dei criminali ogni tanto può compiere una buona azione, anche se per i suoi interessi. E Trump aveva promesso una buona azione, anche se sembra essersela già rimangiata. Cioè per il momento sembra aver aderito all’invito di Giuseppe Conte di non usare la forza per sostenere i manifestanti. Che dire? Saranno contenti gli ayatollah. Avevamo le pseudo sinistre pro putiniane, ora abbiamo le pseudo sinistre pro putiniane e pro ayatollah. Dove riusciranno ad arrivare Dio solo lo sa. Un’escalation di indecenza”.