Tristezze
Team Vannacci in piazza contro Crosetto e le armi a Kyiv. "Il generale? Ora è nella Lega, ma in futuro si vedrà"
Più giornalisti che partecipanti al sit-in organizzato davanti alla Camera, proprio mentre il ministro della Difesa riferisce sul Dl Ucraina. Dal Carroccio escono Zaffili, Cantalamessa e Sasso. Solo lui si avvicina: "Saluto vecchi amici. Se voto contro? Lo scoprirete solo vivendo"
Più giornalisti che partecipanti. Spesso lo si dice, meno spesso è vero. Ma oggi al sit-in organizzato dal team Vannacci di Roma contro le armi a Kyiv e il dl Ucraina del governo Meloni è stato proprio così. I cronisti sono 25, i manifestanti solo 9. Si ritrovano davanti a Montecitorio con uno striscione sgrammaticato, ma eloquente: "Basta finanziamenti a Kyiv per le armi. Le risorse per i cittadini italiani". In Aula il ministro della Difesa Guido Crosetto sta svolgendo le sue comunicazioni sul rinnovo del sostegno militare a Kyiv.
Al Foglio il coordinatore del team Vanacci di Roma, Marco Pomarici spiega: "Siamo contro l'invio di armi a Kyiv e il sostegno militare. Quelle risorse usate per compare cessi d'oro agli ucraini". Vannacci è nella Lega e la Lega voterà a favore del ddl. "Vannacci è nella Lega oggi, poi si vedrà", risponde.
Nell'attesa davanti all'entrata della Camera si affaccia l'ex deputato di Fratelli d'Italia, Emanuele Pozzolo. Intorno alle dieci esce, guarda davanti all'obelisco cercando qualcuno e, non trovando nessuno, si dirige verso il solito bar. Lui è uno dei parlamentari eletti che gravita intorno all'associazione "Mondo al contrario".
Tra i deputati passano a salutare i manifestanti vannacciani anche Eugenio Zoffili, della Lega, ma soprattuto Rossano Sasso, sempre del Carroccio. Avvicinato da Pomarici, ai cronisti risponde di essere uscito "solo per salutare un vecchio amico". Se voterà contro al decreto? "Lo scoprirete solo vivendo", dice rientrando alla Camera. I più attenti hanno visto uscire anche Gianluca Cantalamessa, senatore sempre della Lega che non si è avvicinato, e non si sa se per lo scarso numero di partecipanti, o piuttosto per una sua posizione personale di lontanza dall'ombra del generale.