(foto LaPresse)

l'intervento

Mantovano su Crans-Montana: "L'Italia si costituirà parte civile. Chiediamo anche alla Commissione Ue di farlo"

Redazione

Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio ha incontrato le famiglie delle vittime della strage in Svizzera: "L'attenzione del governo proseguirà". Nordio: "Buona collaborazione con l'autorità giudiziaria svizzera"

"L’Avvocatura generale si sta già attivando nella prospettiva di costituzione di parte civile nel procedimento aperto in Svizzera. Questo diventa un punto di riferimento del governo per tutti coloro che vogliono fare valere le proprie ragioni". Lo ha annunciato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, dopo l'incontro tenuto oggi con i famigliari delle vittime della strage di Crans-Montana avvenuta la notte di capodanno. "Intendiamo chiedere, come Italia, alla Commissione europea che si costituisca parte civile nel procedimento in Svizzera", ha aggiunto l'esponente dell'esecutivo nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Chigi, a cui hanno partecipato anche il ministro della Giustizia Carlo Nordio, l'ambasciatore italiano in Svizzera Giandomenico Lorenzo Cornado. il responsabile della Protezione civile Fabio Ciciliano e l'Avvocato generale dello stato Gabriella Palmieri Sandullu. "Esistono dei precedenti. Qui ci sono interessi di carattere finanziario ed economico perché l'Italia sta sostenendo delle spese, ma esiste qualcosa di più significativo che non può non trovare una sede rappresentativa anche da parte della Commissione europea", ha precisato il sottosegretario.

L'incontro è servito anche a concordare una strategia unica per il supporto alle famiglie delle vittime, che hanno deciso di parlare come una "voce unitaria", ha annunciato Alessandro Vaccaro, legale di una delle famiglie. "Questo primo incontro ha una caratteristica: provare a fare sì che l'Italia, in tutte le sue istituzioni e anche attraverso le famiglie, abbia un'unica voce nelle vicende giudiziarie in corso", ha aggiunto a tal proposito Mantovano. Specificando che, da parte del governo, non c'è distinzione tra vittime e feriti. E che "l'attenzione del governo, e in modo particolare della premier Meloni, fin dall'esplodere di questa tragedia non intende limitarsi solo ai primi momenti, ma l'attenzione del Governo proseguirà". 

"La collaborazione tra autorità giudiziaria italiana e svizzera e tra governo italiano e svizzero è buona, le difficoltà sono essenzialmente di ordine normativo", ha detto il ministro Nordio, spiegando che "la disciplina di eventi come questo, che in Italia potrebbe ricadere sotto il profilo del dolo eventuale diverso dal reato squisitamente colposo, magari in Svizzera potrebbe essere diversa". E' stata una "proficua ed emozionante riunione sotto questi profili tecnici e di collaborazione", ha continuato il Guardasigilli. La collaborazione con l'autorità svizzera esiste e auspichiamo e siamo certi che sarà sempre più proficua e rapida anche perché da loro i tempi di prescrizione sono più ristretti", ha aggiunto.

Di più su questi argomenti: