Ansa

Conte dice no

"Peccato, un fulmine a ciel sereno", dice il dem Delrio a proposito dell'astensione del M5s sull'Iran

Marianna Rizzini

Anche se nei lavori del giorno precedente si era raggiunta una faticosa mediazione tra forze di centrosinistra e di centrodestra, i pentastellati non hanno sottoscritto la risoluzione bipartisan. Il senatore del Pd: "Non si può restare fermi di fronte alle responsabilità del regine teocratico, nessun tipo di sconto è ammissibile"

“Un peccato, un fulmine a ciel sereno”, dice l’ex ministro dem Graziano Delrio. E’ appena giunta la notizia che il M5s di Giuseppe Conte non sottoscriverà la risoluzione bipartisan uscita dalla commissione Esteri del Senato sulla repressione violenta delle violenze in Iran. A sorpresa, dopo che, nei lavori del giorno precedente, si era cercata e raggiunta una faticosa mediazione tra forze di centrosinistra e forze di centrodestra – e si pensava che anche i Cinque Stelle fossero nel novero dei firmatari, perché questo era l’orientamento fino a poche ore prima. E invece no. Dal Pd, che con il M5s è il principale azionista del campo largo, non è una bella vista, quella dell’alleato che si astiene proprio nel giorno in cui dall’Iran giungono notizie sempre più drammatiche, come raccontano in Senato, dopo aver raccolto testimonianze sul campo, gli attivisti iraniani invitati dalle forze di opposizione, con il senatore dem Filippo Sensi, il segretario di Più Europa Riccardo Magi e l’ex leader Cgil e senatrice dem Susanna Camusso.

 

“Ripeto, un vero peccato, questa astensione a Cinque Stelle, tanto più che si era lavorato a un testo unitario”, dice Delrio. “Ma non si può restare fermi di fronte alle responsabilità del regine teocratico, nessun tipo di sconto è ammissibile. Siamo rimasti sorpresi da questo cambio di posizione del M5s all’ultimo momento”. Del Rio sottolinea “la necessità, oggi, dall’opposizione, di non indulgere in alcuna ambiguità nel condannare quello che sta accadendo, e anche l’opportunità di avere una posizione molto chiara in politica estera in vista di domani, perché in un eventuale nuovo governo, e quindi in una coalizione che si candida a governare, non ci si dovrà tirare mai indietro nel riconoscere e condannare le situazioni in cui si presentino violazioni del diritto internazionale e dei diritti umani”. Del Rio lo definisce “elemento decisivo” nella posizione del centrosinistra.

 

Ma come si può andare avanti, ora, tra alleati che, su un tema così importante, in un giorno così drammatico, alla probabile vigilia di un attacco americano sull’Iran, si dividono sulla risoluzione bipartisan in sostegno dei manifestanti barbaramente uccisi? “Per una coalizione che si candidi a governare sarà importante un chiarimento sulla politica estera, pur con tutta la volontà di trovare una convergenza”, dice Delrio, e “non soltanto sull’Iran, ma anche sull’Ucraina e sul ruolo dell’Europa sullo scacchiere internazionale. E’ estremamente importante l’impegno costante in sostegno della democrazia nei paesi dove è assente o è in pericolo, per una coalizione che voglia avere credibilità”. Intanto Conte dà la sua versione dei fatti e giustifica l’astensione con la risposta negativa a una richiesta “semplice”, e cioè “mettere nero su bianco in quel testo la nostra contrarietà ad azioni militari unilaterali, condotte fuori dal quadro del diritto internazionale, che coprono altri interessi rispetto alla libertà di tanti giovani, di tanti cittadini iraniani che vogliono mettere fine alla tirannia. Ci hanno detto no. Quindi abbiamo deciso di astenerci, pur condividendo il resto della risoluzione: l’assenza di quel passaggio è per noi fondamentale”.

 

Ma gli attivisti italiani in Italia, ieri, chiedevano in Senato a tutte le forze politiche di “fare presto”, “riempiendo le strade”, unendo i popoli di centrosinistra e di centrodestra. Diceva l’attivista e scrittrice Pegah Moshir Pour, nata in Iran e cresciuta in Italia: “Proprio ieri ho ricevuto una testimonianza da una persona che è riuscita a connettersi con la sua famiglia per telefono, perché internet in Iran continua a essere chiuso. La madre le diceva `Teheran odora di sangue´. Ogni volta che la mattina esce di casa sente questo odore del sangue, quindi questa è la drammaticità non solo nella vista, nell’udito, ma anche nell’olfatto, che se ci pensiamo è la prima cosa che noi sviluppiamo come esseri umani. Sono descrizioni terrificanti”. Come si fa ad astenersi? “E’ un mistero”, dice Delrio. 

  • Marianna Rizzini
  • Marianna Rizzini è nata e cresciuta a Roma, tra il liceo Visconti e l'Università La Sapienza, assorbendo forse i tic di entrambi gli ambienti, ma più del Visconti che della Sapienza. Per fortuna l'hanno spedita per tempo a Milano, anche se poi è tornata indietro. Lavora al Foglio dai primi anni del Millennio e scrive per lo più ritratti di personaggi politici o articoli su sinistre sinistrate, Cinque Stelle e populisti del web, ma può capitare la paginata che non ti aspetti (strani individui, perfetti sconosciuti, storie improbabili, robot, film, cartoni animati). E' nata in una famiglia pazza, ma con il senno di poi neanche tanto. Vive a Trastevere, è mamma di Tea, esce volentieri, non è un asso dei fornelli.