(foto Ansa)
nel governo
Salvini il “maratoneta”: la lotta con Abodi. Lo sport è il suo nuovo Viminale
Il vicepremier e segretario della Lega contro il ministro dello sport di FdI: "Il Mit ha speso quattro miliardi per gli impianti sportivi. Quando c'erano criticità chiamavamo me e adesso lui taglia i nastri". La nota "sconcertata" della Lega sui tedofori per le Olimpiadi di Milano-Cortina
Una lancia, anzi, un giavellotto a favore di Salvini: lui fai i cantieri e il ministro Abodi taglia i nastri. E’ partita l’offensiva del Salvini maratoneta. E’ molto di più di una disputa, è una finalissima: Lega-FdI. Salvini sta spiegando al suo team: “Il mio ministero ha speso quasi quattro miliardi di euro per impianti sportivi. Abbiamo faticato, lavorato. Quando c’era da risolvere le criticità chiamavano me mentre adesso che c’è da tagliare nastri, li taglia Abodi”. Questo lo sfogo. Non dimenticate che l’altro che li taglia (vecchia gloria) è l’ex presidente del Coni, Giovanni Malagò che con la Lega ha sempre rivaleggiato. Salvini non ci sta. Non vuole fare il panchinaro ma correre la 400 nastri da tagliare, stile libero.
La sorpresa? Ieri. La Lega, indignata, in una nota, scrive che, “la scelta dei tedofori (per le Olimpiadi Milano-Cortina) che non ha previsto il coinvolgimento complessivo dei miti dello sport, è incomprensibile e sconcertante. Anche perché non è stata in alcun modo concertata con il ministero di Matteo Salvini che più di tutti si è speso per la realizzazione dei Giochi”. Direte: può bastare. Eh No. Continua la nota: “Peraltro, oltre che come membro del governo, Salvini ha voluto con grande determinazione Milano-Cortina anche come leader del partito, basti pensare all’eccezionale spinta degli amministratori locali a partire dai presidenti di Regione. L’auspicio è che venga trovata una soluzione al più presto”. Tra i tedofori ci sarebbe anche il famigerato “Uomogatto” (direte voi, chi è? E’ l’Uomogatto del programma Mediaset, Sarabanda). Scatta la rappresaglia Lega-FdI e riguarda le altre nomine in ballo. Lo ha raccontato per primo Giuseppe Colombo su Repubblica (merita il premio Alberto Statera 2025, caro direttore Orfeo, inventalo) e ha continuato Giacomo Salvini sul Fatto. In Cdm viene rinviata la nomina del supercomissario Anas, cara a Salvini. Si frena perché, spiegano in Lega, “FdI vuole dire la sua sul nome. Non tanto su Andrea Gemme, ma su i vice commissari”. Di nomina ce n’è un’altra. Abodi contende a Salvini un manager del Mit, di valore. Si chiama Andrea Sessa e si occupa, tra l’altro, di Ponte sullo Stretto. Abodi vuole nominarlo commissario Euro 2032. Solo che se Sessa va a fare il commissario guadagna meno di quanto continuerebbe a guadagnare se resta al Mit. Il nodo è il cumulo. Salvini, astuto, si difende: e se poi la Corte dei Conti, ci bacchetta? La verità? Pensa Salvini, perché privarsi di un Sessa, un bomber, e averlo in comproprietà con Abodi? Il pensiero del maratoneta Salvini è il seguente: manca un anno alle elezioni e se c’è qualcosa che si può rivendicare (anche grazie al lavoro di Zaia e Attilio Fontana) sono le Olimpiadi Milano-Cortina. Il sogno di tornare al Viminale non è ancora svanito, ma i segnali sono buoni. Salvini sta lanciando la sua candidatura a ministro dello sport del Meloni II. Al posto delle divise le braghette. Splash.