Il colloquio
Boccia: "Il Pd tiepido sull'Iran? Cazzate. Siamo pronti a scendere in piazza con gli altri partiti"
Il capogruppo dem al Senato difende il partito dalle accuse di poca attenzione su quel che succede a Teheran: "Nessuno ha fatto più del Pd per l'Iran"
Senatore Francesco Boccia, vi accusano di essere né caldi né freddi su Teheran. È così? "No. Tutte cazzate scritte dai giornalisti di qualche salotto". Salotti governisti? "Che il Partito democratico sia tiepido sull'Iran è una sciocchezza sesquipedale che solo chi è in totale malafede può dire o scrivere". Si opina sulla mitezza di Schlein. Lei invece ribolle. "Vengono da me a chiedere se siamo insensibili sull'Iran, ci fanno gli esami del sangue, è come se mi chiedessero se sono o meno pugliese". Addirittura.
Accantoniamo però i salotti, senatore, che sono trasversali. Se è come dice lei – se siete cioè ferventi nella difesa del popolo persiano – potreste allora ritrovarvi con la maggioranza di governo? "Ma guardi che sull'Iran c'è la totale unità del Parlamento". Sareste pronti a scendere in piazza con gli avversarsi? "Oggi le commissioni Esteri approvano delle risoluzioni unitarie". Una risoluzione, annunciata dal senatore riformista Filippo Sensi, è stata bloccata ieri per la titubanza di Schlein che aspettava Conte. ("Lo so, lo so, siamo complicati noi del Pd", ha detto Sensi al Foglio).
Un'altra – se ne occupa Stefania Craxi – richiede "con fermezza alle autorità iraniane la rinuncia della pena di morte quale strumento di repressione del dissenso", e poi: "la sospensione immediata dei procedimenti giudiziari e delle condanne comminate in relazione alle proteste in corso". È un testo che firmeranno tutti, appunto. E che impegna l'Italia a "sostenere, in ambito europeo, l'adozione e l'attuazione di sanzioni individuali e settoriali nei confronti dei responsabili e degli apparati coinvolti nella repressione", "assicurando al contempo la salvaguardia dei canali umanitari e dell'assistenza alla popolazione civile".
Oltre alla risoluzione, però c'è la piazza. Forse meno empatica con gli iraniani rispetto ad altri popoli. "Ma no. L'opinione pubblica, e in particolare le giovani generazioni, sono molto sensibili. Sostengono la resistenza iraniana. Noi siamo in prima linea".
In piazza con +Europa e Carlo Calenda ci andrete sabato prossimo? "Penso proprio di sì, certo". L'invito del leader di Azione però è stato esteso a tutti. E ancora non sono pervenute risposte. Voi perché non avete risposto a Calenda? "Calenda… Calenda! Lasciamolo stare Calenda!". E perché? "Cosa facciamo? Ci mettiamo a fare gli aperitivi insieme? Vino rosso o bianco? Caviale?". Dai salotti degli Angelucci alle terrazze parioline del capo di Azione, Francesco Boccia la tocca piano. Non è tiepido. Anche se adesso torna serio. "La verità è che nessuno più del Pd ha pensato all'Iran. Anzi. Il Pd è il partito che ha fatto più di tutti in Parlamento per sostenere la resistenza iraniana. E Peppe Provenzano, il nostro responsabile Esteri, lo ha ribadito più volte. Siamo a diciotto iniziative sull'Iran, il secondo partito ne ha fatte otto".
A questo punto il capogruppo dem a Palazzo Madama ci illustra, per tabulas, gli atti principali (solo i principali) che il Pd ha presentato. Spiccano le risoluzioni di Laura Boldrini e di Lia Quartapelle sulle iniziative "per contrastare la violazione dei diritti umani" e per condannare "con la massima fermezza la morte di Mahsa Jina Amini". "Ecco – dice – noi siamo il partito che tra Camera e Senato ha fatto più di tutti riguardo al sostegno della libertà in Iran".
Il senatore ci mostra poi le principali iniziative dei dem sul Venezuela. Forse per zelo o per prevenire insidie ulteriori. Come quelle di amoreggiare con Maduro sulla scia di Landini e Conte. Leggiamo così di un'altra risoluzione – la prima firma è di Fabio Porta – per ottenere "l'immediato rilascio di tutti i prigionieri politici, tutelare gli italiani nel paese e condannare la repressione politica" di Caracas. Sono dunque false le accuse di anti americanismo? "Anti americanismo? No comment. Sono tutte cazzate".