La polemica
Sulla scuola Valditara commissaria quattro regioni. Giani: "E' un attacco politico"
Il ministro nomina i commissari ad acta in quattro regioni - Umbria, Toscana, Emilia-Romagna e Sardegna - tutte a guida centrosinistra. "Il governo mostra di avere un'idea ragionieristica delle politiche scolastiche", dice il dem presidente della regione Toscana. "Tanti colleghi di centrodestra sono d'accordo con noi"
"E' evidente che si tratti di una scelta politica. Il governo ha offerto minor dialogo e trattato in modo penalizzante le regioni con un'amministrazione di colore diverso". Eugenio Giani, governatore Pd della Toscana, non ci sta. Lui, come i suoi colleghi presidenti di regione di Umbria, Emilia-Romagna e Sardegna - tutte regioni a guida centrosinistra -, è sulle barricate. Ieri il governo, su richiesta del ministro della Cultura Giuseppe Valditara ha nominato i commissari ad acta nelle quattro regioni per procedere con l'accorpamento degli istituti scolastici. Insomma, ha usato i poteri sostitutivi per prendere decisioni al posto delle regioni considerate inadempienti. Una scelta che sa di spendig review, ma ha un motivo chiaro: risparmiare adeguandosi alla progessiva diminuizione della popolazione in età scolastica.
Giani, Valditara dice che voi non avete ascoltato e che ci sono degli obiettivi Pnrr da centrare per non perdere risorse. Dice che siete stati solo voi, i governatori del centrosinistra, a traccheggiare. Gli altri, i vostri colleghi di FdI FI e Lega, si sarebbero invece adeguati. "Non è affatto vero", risponde Giani. "Noi abbiamo provato a far capire al ministero il nostro punto di vista, ma il dialogo, da parte loro, non c'è stato. Poi senz'altro sarà anche vero che le regioni di centrodestra avranno mantenuto un profilo di maggior arrendevolezza maggiore rispetto alle richieste del governo. Ma da conversazioni informali con diversi colleghi amministratori regionali del centrodestra, possono dire che sono quasi tutti d'accordo con noi: il ministero sta imponendo questi accorpamenti in modo del tutto inadeguato. D'altronde - prosegue Giani - da parte nostra non c'era certo la volontà di metterla in politica, c'era invece quella di fare le cose negli interessi dei giovani. La scelta del governo è sbagliatissima nel merito e nel metodo. Nel merito io ritengo che arrivare con questa drasticità ai nuovi dimensionamenti che riducono l'identità dei singoli istituti, accoppiandoli, senza alcuna attenzione all'identità, alla storia e alla posizione dei singoli plessi, con il solo motivo di avere meno stipendi da pagare ai dirigenti scolastici, rappresenta un indebolimento del tessuto del sistema scolastico di questo Paese". E' una decisione che risponde all'oggettiva diminuzione demografica, con conseguente ridimensionamento del numero degli studenti però... "E' vero, ma lo fa in modo puramente ragionieristico, senza tener conto del valore che la scuola e l'educazione devono avere in una società moderna", conclude Giani.