(foto Ansa)
trattative difficili
Puglia senza giunta regionale a 50 giorni dal voto. E Decaro chiede ispirazione alla Madonna
Liti in 5S e Avs per chi farà l'assessore, Emiliano sulle spine per un suo eventuale incarico. Il governatore, che dice di "avere le idee chiare" intanto studia le emergenze e fa provvedimenti su Sanità e liste d'attesa
Si appella, il governatore Antonio Decaro, alla Madonna della Vetrana, venerata a Castellana Grotte, dice di avere le “idee chiare e i criteri”, ma a 50 giorni dalle elezioni, la Regione Puglia, unica tra le tre al voto a fine novembre, non ha ancora la giunta operativa, mentre restano sulla graticola tutti gli aspiranti ad un assessorato, dai super votati nelle varie province al predecessore Michele Emiliano. Il Leitmotiv dei dialoghi nel centrosinistra è questo: “Ma ti ha chiamato Decaro?”. La risposta è una smorfia di delusione, perché le interlocuzioni del nuovo monarca sono tutte riservatissime e anche con passaggi romani (con Giuseppe Conte e Avs).
Il ritardo nella partenza della nuova stagione, però, non è colpa del neo presidente, proclamato 45 giorni dopo le elezioni per le lungaggini connesse a una legge elettorale che si porta dietro, anche questa volta, decine di ricorsi dei trombati (infuriati per la cervellotica ripartizione dei seggi). L’ingegnere di Torre a Mare, appena entrato in carica, si è piazzato nel Palazzo presidenziale con una agenda serrata di riunioni su Sanità, acqua, crisi occupazionali. Sui social c’è una sua foto intorno al tavolo presidenziale, con le spalle curve, novello matricola universitaria prima di un esame, mentre studia il dossier delle liste d’attesa (a cui ha provato a porre rimedio con un provvedimento che mette spalle al muro manager Asl e medici).
La riffa della giunta però è alle battute finali: tra domani e dopodomani la gestazione si completerà. Nel Pd c’è una malcelata fibrillazione interna: il partito reclama cinque assessorati e la presidenza del Consiglio, ma finora ci sono segnali concludenti solo per il riformista Donato Pentassuglia e per Debora Ciliento (espressione del territorio Bat di Francesco Boccia). Gli altri fremono e guardano il display dello smartphone in attesa della chiamata giusta (che ancora non arriva). Ieri in presidenza si è visto l’ex assessore Raffaele Piemontese, uomo forte dem della Capitanata, il cui destino (ovvero la conferma nella giunta) è stato incerto in queste settimane. Litigano intanto i 5S per l’indicazione per proprio esponente nel prossimo governo, mentre Avs - che qui non ha superato lo sbarramento - ha proposto due donne (Anna Grazia Maraschio e Ines Pierucci, vicine a Nichi Vendola) e spera nella magnanimità campolarghista di Decaro per rientrare in gioco.
Il clima è quello di un thriller di Carlo Lucarelli, autore amato dal neogovernatore, ma come in tutte le storie, la soluzione del “giallo giunta” è dietro l’angolo. “Ho le idee chiare”, ripete Decaro ai suoi. La lista definitiva dei dieci arriverà nelle prossime ore, e metterà fine al rebus che va avanti dall’estate sul futuro di Emiliano, sospeso tra un possibile assessorato e l’uscita dalla scena politica pugliese dopo 21 anni.