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Il Colloquio
Bombardieri contro le logiche ultras della Cgil: "Basta polarizzare il dibattito"
Il segretario generale della Uil punge Landini: “Maduro? Regime liberticida: abbiamo aiutato membri dei sindacati liberi a scappare. Ma il raid di Trump crea precedenti pericolosi”. E sul governo: "Dopo tre anni di proteste se una nostra proposta viene accettata ne dobbiamo prendere atto"
Altro che lacrime per Maduro. Mentre il segretario generale della Cgil Maurizio Landini si preoccupa “per l’arresto di un presidente democraticamente eletto dal popolo”, la preoccupazione di Pierpaolo Bombardieri, leader della Uil, è un’altra. “Quali sono le nuove regole del diritto internazionale, che determineranno gli equilibri di geopolitica nei prossimi anni?”, dice al Foglio il segretario generale dell’Unione italiana del lavoro. “Dalla politica interna all’opinione pubblica, stiamo assistendo a una polarizzazione del dibattito che noi rifiutiamo. Il mondo rischia di tornare indietro di ottant’anni. Eppure, oltre le logiche da ultras, in Italia non s’intravede alcuna riflessione su questo tema" dice Bombardieri. Un silenzio sconcertante. Che nulla ha a che fare con i drammi di un regime liberticida come quello di Maduro, che ha costretto l’opposizione al carcere o all’esilio, reprimendo il dissenso con la violenza. Su questo nessuna esitazione”.
Il segretario della Uil sottolinea inoltre “i nostri ottimi rapporti con i sindacati liberi venezuelani: in questi anni abbiamo molto aiutato i loro membri che avevano dovuto lasciare il paese. Ancora oggi, attraverso il sindacato mondiale ed europeo, riteniamo che ci siano almeno 16 organizzazioni sindacali di Caracas imprigionate o esiliate: il nostro giudizio è molto chiaro e internazionalmente consolidato, anche per la conoscenza diretta degli eventi testimoniati. Ne approfitto per esprimere la nostra soddisfazione anche per la liberazione di cittadini italiani”, dice poco dopo la notizia dell’attesa notizia sull’uscita dalle prigioni venezuelane di Mario Burlò e Alberto Trentini. “Siamo partiti da queste constatazioni, alle quali aggiungiamo un ragionamento di cui purtroppo si parla poco: gli equilibri faticosamente trovati per la pace internazionale attraverso l’Onu, a partire dalla fine della Seconda guerra mondiale, in questi ultimi mesi sono saltati. E’ un problema per tutti, anche per i sindacati”.
E i raid di Trump non possono essere la soluzione. “E’ chiaro che li condanniamo”, spiega il segretario generale della Uil. “Chi è che decide su quale paese intervenire e quali sono le motivazioni legittime? Si creano precedenti pericolosi”. Sarebbe difficile avere la credibilità di condannare un attacco cinese a Taiwan, se gli Stati Uniti facessero lo stesso in Groenlandia. “E intanto abbiamo visto indebolirsi i momenti di incontro multilaterali, a partire dal G7 – mentre i Brics continuano a crescere, ma non nell’aggregazione geopolitica. Manca inoltre un ruolo dell’Europa. Manca tantissimo: dall’Ucraina a Gaza, dal Venezuela all’Iran. Situazioni diversissime e stesso vuoto. Ormai la logica che viviamo fa riferimento alle superpotenze che esercitano la loro pressione militare ed economica. Mi ero laureato in scienze politiche con indirizzo internazionale: devo registrare con grande rammarico che tutto quello che io ho studiato oggi non vale più”.
Bombardieri invoca un’analisi profonda, “che dovrebbe andare oltre le banali logiche di partito. Purtroppo non la vedo: la politica su questo non dovrebbe dividersi, ma compattarsi per arrivare a più efficaci sistemi di tutela della pace che non partano dal presupposto dell’autorità militare”. E invece spaccature e partigianerie sono sempre più forti. Anche nella risposta delle piazze. “La Cgil e Landini? Non do giudizi sugli altri sindacati”, premette il sindacalista.. “Semmai ripropongo il tema della crisi identitaria del diritto internazionale. Se prevale la logica del ‘chi ha più armi detta legge’, saremo tutti meno liberi. Dunque continueremo a prendere le distanze da quei sindacalisti, politici e osservatori che si prestano ai meccanismi di polarizzazione”.
Si percepisce nel sindacato anche la pressione nelle piazze dei sindacati di base che spinge verso una rincorsa a sinistra? “Come Uil restiamo nel merito delle questioni: semplificare non aiuta mai. E tematiche così complesse non possono essere affrontate di pancia, in modo categorico”. Motivo per cui il sindacato di Bombardieri ultimamente non ha aderito ad alcuni scioperi indetti dalla Cgil, incluso lo sciopero generale contro la manovra. “Dopo tre anni di proteste, per la prima volta il governo ha dato una risposta a oltre 4 milioni di lavoratori poveri riaffermando il principio del contratto nazionale che avevamo sempre rivendicato: ferme restando le critiche su altre questioni, dalla previdenza al fisco, se una nostra proposta viene accettata ne dobbiamo prendere atto e modificare l’atteggiamento. Facendo scelte diverse anche da altri sindacati”. Senza nemmeno scomodare il Venezuela, o altri cortocircuiti landinisti.