Matteo Salvini e Giorgia Meloni (foto LaPresse)

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L'opposizione che non ti aspetti: Salvini contro Meloni

Claudio Cerasa

Mentre le minoranze faticano a incidere, la critica più rumorosa alla premier arriva dalla sua stessa maggioranza: la Lega si smarca su Europa, migranti e politica estera, trasformando il governo nel luogo del vero conflitto politico

Se si dovesse individuare in questa fase una vera e tosta opposizione al governo Meloni non si farebbe fatica a individuare quella figura in una realtà diversa da quella delle opposizioni. Se ci si pensa bene, e se si ha il coraggio di riavvolgere il nastro, si noterà senza troppi problemi che l'unica vera forma di opposizione al partito della premier oggi si trova più tra i banchi della maggioranza che in quelli dell'opposizione. Parliamo, naturalmente, della Lega di Matteo Salvini, di quella stessa Lega che ormai da mesi non perde occasioni per mostrare dissenso nei confronti della stessa premier a cui la Lega, quasi quattro anni fa, ha dato fiducia. La Lega è contro Meloni in Europa quando si parla di migranti, quando si parla di patto di stabilità, quando si parla di fiducia alla Commissione, quando si parla di sostegno a Ursula von der Leyen. La Lega, almeno a parole, è contro Meloni in Italia quando si parla di riarmo dell'Ucraina, anche se al momento ai fatti non sono seguiti le parole, ed è contro Meloni anche quando si parla di accordi commerciali con il Sud America, per esempio il Mercosur. La Lega, ogni volta che può, cerca di far sapere che la sua idea di destra, pur essendo complementare a quella di Meloni, è molto differente da quella di Meloni e il risultato alla fine è quello che vediamo ogni giorno: più il governo va avanti e più la Lega tende a presentarsi come un partito che al governo si trova più per caso che per convinzione. Risultato: la destra, ormai, fa tutto. Governa, ovviamente, ma dal governo riesce anche a essere l'unica opposizione in grado di fare notizia.

 


   

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  • Claudio Cerasa Direttore
  • Nasce a Palermo nel 1982, vive a Roma da parecchio tempo, lavora al Foglio dal 2005 e da gennaio 2015 è direttore. Ha scritto qualche libro (“Le catene della destra” e “Le catene della sinistra”, con Rizzoli, “Io non posso tacere”, con Einaudi, “Tra l’asino e il cane. Conversazione sull’Italia”, con Rizzoli, “La Presa di Roma”, con Rizzoli, e "Ho visto l'uomo nero", con Castelvecchi), è su Twitter. E’ interista, ma soprattutto palermitano. Va pazzo per i Green Day, gli Strokes, i Killers, i tortini al cioccolato e le ostriche ghiacciate. Due figli.