il video e i temi

La conferenza stampa di Meloni: "Sul diritto internazionale non sono d'accordo con Trump"

Trentini, il riarmo, il rapporto con Trump, l'invio di truppe in Ucraina e il referendum. La conferenza stampa della premier: sono 40 le domande dei giornalisti

Al via alle 11, nell'Aula dei Gruppi parlamentari della Camera dei deputati, la consueta conferenza stampa della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, organizzata dal Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti in collaborazione con l'Associazione della stampa parlamentare. 

 

“Non sempre d’accordo con Mattarella, ma rapporti con il Quirinale sono ottimi” 

"I miei rapporti con il Quirinale – dice la premier Meloni - e in particolare con il presidente della Repubblica sono ottimi. Leggo spesso ricostruzioni su scontri e difficoltà. Io e il presidente della Repubblica non siamo sempre d'accordo, l'ha dichiarato anche lui, però se c'è una cosa che ha fatto la differenza è che il presidente della Repubblica quando si tratta di difendere l'interesse nazionale c'è. E questo per me vale tutto". Secondo la presidente del consiglio “poter contare sul capo dello stato” che nel “rapporto con l’estero” e con “le grandi industrie” “ha a cuore e aiuta a rafforzare il ruolo dell'Italia e all'interno dell'interesse nazionale, fa la differenza"

 

"Sommovimenti in Forza Italia? Non metto bocca, ma Tajani ha fatto un miracolo"

"Non metto bocca sulle dinamiche interne a Forza italia e non credo possano creare tensioni. Quello che posso dire è che quello che ha fatto Tajani in questi 3 anni abbia oggettivamente del miracoloso, un lavoro straordinario insieme agli altri dirigenti di Forza italia", ha detto la premier rispondendo a una domanda sui sommovimenti che riguardano il partito suo alleato al governo.

 

“Non delegittimo i magistrati, li richiamo alle loro responsabilità”

"Ho fatto un elenco delle responsabilità dei magistrati, non delle colpe, perché penso che chi ha responsabilità debba essere richiamato a queste", ha detto la premier rispondendo a chi gli chiedeva se fosse corretto attaccare con forza un altro potere dello stato. "Non è delegittimazione la mia - ha aggiunto la premier - quello lo è la campagna delle Anm nelle stazione, dove è stata scritta una menzogna. Chiunque ha un ruolo di repsobnabilità è chiamato a ricoprirlo con dignità e onore, come recita la nostra Costituzione". 

 

“Sul Mercosur mai preclusioni ideologiche. Il nostro ok arrivato dopo le garanzie agli agricoltori” 

“Sono molto pragmatica, il tema non è se siamo favorevoli o siamo contrari agli accordi di libero scambio – afferma Giorgia Meloni - il tema è che la strategia europea di iper-regolamentare al suo interno, contestualmente aprendo agli accordi di libero scambio con sistemi che non hanno neanche lontanamente quella iper-regolamentazione rischia di essere suicida e quindi bisogna scegliere una delle due strade, io sono per accordi di libero scambio, ma anche per deregolamentare". Conclude dicendo che “la potenzialità dell’accordo” è un elemento da considerare, “ma non a scapito delle eccellenze delle nostre produzioni”, quindi "abbiamo messo in sicurezza intessi diversi, quelli degli agricoltori e la spinta industriale. Mi pare che equilibrio sia sostenibile e spero che l'accordo possa portare solo vantaggi", ha spiegato la premier.

 

“Non penso al Quirinale, penso al mio ruolo” 

Rispondendo a una domanda sul fatto che nella prossima legislatura si voterà per il prossimo Capo dello Stato e sulla possibilità di diventare presidente della Repubblica, la premier ha detto che nel suo “radar non c’è salire di livello. Mi basta quello che faccio e mi appassiona”. Poi scherzando: "Piuttosto lavorerei volentieri con Fiorello"

 

“Trump? Il diritto internazionale va difeso. Se saltano siamo tutti più esposti”

“Ci sono molte cose sulle quali non sono d’accordo con Donald Trump”, ha affermato al premier. “Quando non sono d’accordo lo dico a lui”, però dice di non capire cosa si chiede “quando si chiede che l’Italia deve prendere le distanze dagli Stati Uniti”. Secondo Meloni “questa è la geopolitica, non una comitiva” e si impegna per cercare “le luci piuttosto che le ombre” nei suoi rapporti con gli “alleati europei e atlantici”. Si domanda infine perché non venga presentata una alternativa e ritorna su cosa voglia dire prendere le distanze dal presidente americano: “Uscire dalla Nato? Assaltare i McDonald’s?

 

"Il 22 e 23 marzo è la data più probabile per il referendum

"A norma di legge dobbiamo dare la data entro il 17 di gennaio, lo farà il prossimo Consiglio dei ministri: il 22 e 23 marzo è la data più probabile e mi sentirei di confermarla", ha detto la premier parlando del referendum sulla riforma della giustizia, confermando così quanto emerso negli scorsi giorni. Meloni ha anche spiegato che non posticipare ulteriormente il voto è necessario per emanare in tempi adeguati i decreti attuativi per la nomina dei nuovi Csm secondo le regole stabilite dalla riforma.

 

“Arianna sindaco a Roma? Non ne abbiamo mai parlato”

“Arianna Meloni candidata sindaco a Roma? Non ne abbiamo mai parlato. Arianna è un dirigente di massimo livello del partito, finora ha scelto di non avere mai cariche elettive. Personalmente non sempre ho condiviso quella scelta", ha detto la premier prima di aggiungere: "Ma le sue decisioni le prende lei"

 

Meloni sulle carceri: “In passato misure-tampone inefficaci. Previsti 11.000 nuovi posti entro il 2027” 

"Uno stato serio affronterebbe il problema in modo strutturale. Le soluzioni messe in campo in passato”, come “amnistie e indulti” hanno avuto “l’effetto tampone”, risolvendo solo momentaneamente il problema. La presidente del consiglio ha annunciato “11.000 nuovi posti in carcere da qui alla fine del 2027”. Considerato “l’unico modo per difendere la dignità dei detenuti e la credibilità dello stato”

 

Crans-Montana: “Non è una disgrazia, ma il risultato di chi voleva fare soldi facili. Non lasceremo sole le famiglie” 

“Sarò chiara: quello che è successo non è una disgrazia ma è il risultato di persone che non hanno fatto il proprio lavoro e che volevano fare soldi facili”, tuona la premier. Si chiede “perché la musica non è stata fermata? Perché non venivano fatti controlli da anni?”. "L'avvocatura dello Stato – continua Meloni - su mandato della presidenza del consiglio si è messa in contatto per seguire le indagini con la procura elvetica e con la procura di Roma che ha aperto a sua volta un fascicolo: siamo pronti a fornire alle famiglie tutta l'assistenza necessaria per fare si che possano avere giustizia, le famiglie hanno la mia parola, non saranno lasciate sole”. Conclude dicendo di aver letto “che esisterebbero dei video della responsabile di questo locale che è stata ripresa mentre scappava con la cassa. Se questo è vero bisogna essere implacabili".

 

"Ilva è il dossier più complesso. Il governo non prende impegni vincolanti"

 "L'Ilva è il dossier più complesso che abbiamo ereditato. Abbiamo trovato una situazione molto compromessa da tutti i punti di vista", ha detto Meloni. "L'impegno del governo non è mai venuto meno, è uno dei temi ai quali abbiamo dedicato più riunioni. L'obiettivo è conciliare tenuta della produzione, tutela dell'ambiente e del territorio. E' un obiettivo tutt'altro che facile e deve coinvolgere tutti i livelli, serve che si tremi tutti nella stressa direzione. Non ci sono impegni vincolanti da parte del governo - ha sottolineato la premier - finché non potremo dare risposte concrete sui temi che ci stanno più a cuore".

 

“Non è necessario mandare soldati in Ucraina, basta l’art. 5 Nato. Salvini? Non è filoputiniano”

“Il governo subisce il veto filoputiniano di Salvini sull'invio dei soldati in Ucraina? Non condivido questa intepretazione. I dibattiti che si fanno in maggioranza sulla questione russa-ucraina non sono dibattiti tra filo-russi e filo-americani perché i fili li hanno i burattini”, risponde Meloni.  Secondo la premier, invece, “non è necessario inviare soldati” sul territorio ucraino “perché il principale strumento per avere solide garanzie di difesa è un sistema ispirato all’art. 5 della Nato”, che tra l’altro “è una proposta italiana” ed è considerata dalla presidente del consiglio come “la principale fonte di sicurezza per l’Ucraina”.

 

“Macron ha ragione, dobbiamo tornare a parlare con la Russia. Sì a un inviato speciale dell’Europa”, dice la premier 

"E' arrivato il momento in cui anche l’Europa parli con la Russia”, ha detto la presidente del consiglio. “Se l’Europa vuole partecipare a questa fase di negoziazione parlando con una sola forza in campo credo che il contributo possa essere limitato”. Ma la domanda da porsi, secondo la premier, è chi deve andare a parlare con il Cremlino. “Andare in ordino sparso”, per Meloni, sarebbe “un favore a Putin ed è l’ultima cosa che voglio fare”. Per questo “sono sempre stata favorevole all’indicazione di un inviato speciale per l’Europa, che faccia sintesi e parli con una voce sola”.

 

"Piano Casa? Obiettivo 100 mila nuovi alloggi a prezzi calmierati in 10 anni” 

L'emergenza casa? "Siamo in dirittura d'arrivo per la presentazione del piano casa: è un progetto molto ampio al quale stiamo lavorando con il ministro Salvini, con la collaborazione del ministro Foti e di molti corpi intermedi della società civile, come Confindustria. Lavoriamo insieme al sistema Italia, è un progetto a cui tengo tantissimo”, ha detto la premier. "L'obiettivo è mettere in campo 100 mila nuovi appartamenti" a prezzi calmierati" in dieci anni "al netto delle case popolari”. "No, non ne stiamo parlando…”, ha detto poi rispondendo a una domanda sul condono edilizio.

 

“Cambio di legge elettorale? Darebbe più vantaggi anche al centrosinistra" 

Sulla legge elettorale "ci sono interlocuzioni con l'opposizione anche se non necessariamente al mio livello. Se ne sta occupando il Parlamento e quindi il mandato è a dialogare con l'opposizione". Secondo la premier, la legge elettorale su cui il governo sta a lavorando “darebbe al campo avverso una maggioranza più forte di quello della legge attuale”. Sul tema noi faremo tutto perchè le norme siano condivise ma se c’è una chiusura pregiudiziale non escludo che si debba comunque chiedere al Parlamento a maggioranza di risolvere questo problema per garantire che i cittadini abbiano la certezza che si fa quello che stabiliscono con le elezioni".

 

 

"Sulla sicurezza spesso le toghe vanificano il lavoro di polizia e Parlamento"

"Se vogliamo garantire sicurezza occorre lavorare tutti nella stessa direzione: governo, forze di polizia e magistratura, che è fondamentale in questo disegno", ha detto Meloni. "Cito due o tre casi dalla cronaca degli ultimi giorni. Escluso il caso del capotreno, ricordo il caso dell'imam di Torino. La polizia dimostra la sua pericolosità, il ministro ne dispone l'espulsione e l'espulsione viene bloccata. Posso citare decine di casi. Quando questo accade è vano il lavoro delle forze dell'ordine e del Parlamento. Un appello a lavorare tutti nella stessa direzione può fare la differenza".

 

"Insoddisfatta sulla sicurezza. Il 2026 cambiamo passo". E annuncia un provvedimento sulle baby gang

"Anni di lassismo non sono facili da cancellare ma i risultati per me non sono sufficienti. Penso che questo debba essere l'anno in cui si cambia passo sulla sicurezza”, ha detto la premier. Secondo cui il 2026 deve essere, l'anno "in cui si fa ancora di più però voglio anche rivendicare che ci abbiamo lavorato molto. Sono moltissime le iniziative che vale la pena di ricordare. Sono stati assunti 30.000 nuovi operatori delle forze dell'ordine, abbiamo stanziato un miliardo e mezzo per il rinnovo dei contratti nel settore della difesa, della sicurezza e del soccorso, abbiamo sbloccato investimenti che erano fermi da molto tempo e questo ci ha consentito anche di potenziare i mezzi". La premier ha quindi citato "il famoso decreto sicurezza molto contestato dalle opposizioni, che oggi invocano sicurezza, con il quale abbiamo dato risposte ad alcuni dei reati che impattano di più sulla quotidianità delle persone tra cui ricorderete il tema dell'occupazione abusiva, le truffe agli anziani, l'accattonaggio, la violenza contro le forze e l'ordine, i borseggi, il blocco delle strade e delle ferrovie". E poi ha annunciato: “Stiamo studiando un provvedimento su baby gang, una questione fuori controllo, ma non è solo tema di cui vogliamo occuparci”. 

 

“Sulla pace in Palestina possiamo essere protagonisti con forza multinazionale” 

“Continuiamo ad occuparci quotidianamente della questione palestinese”, ha detto la premier. Il piano di pace di Donald Trump “è un’occasione che potrebbe non tornare, ma è un percorso fragile in cui l’Italia deve mettere tutto il suo impegno”. Al momento il governo italiano ha dato la disponibilità dei “nostri carabinieri a formare le prime cinquanta forze di sicurezza palestinese in Giordania e credo che se questo si dovesse materializzare nelle prossime settimane, saremo la prima forza europea a garantire la sicurezza della Striscia. Ma questo non mi stupisce”.

 

Meloni: “Non credo che Trump proverà un’azione militare in Groenlandia. Non la condividerei”

“Continuo a non credere che gli Stati Uniti proveranno un’azione militare per il possesso della Groenlandia. Un’iniziativa che in ogni caso non condividerei. Marco Rubio e Trump lo hanno escluso”, ha detto Meloni. “Penso - ha aggiunto - che l’amministrazione Trump con i suoi metodi molto assertivo stia ponendo l’attenzione sull’interesse strategico dell’area artica per la sua sicurezza. Un’area dove agiscono però altre potenze straniere. Il messaggio che gli Usa mandano è che non accetteranno queste ingerenze”.

"Entro la fine di questo mese il ministero degli Affari esteri presenterà una strategia italiana sull'artico perchè capiamo quanto sia strategico e importante oggi occuparsi di questa area del mondo e stiamo facendo la nostra parte”, ha aggiunto la premier. L’obiettivo della proposta italiana sarebbe quello di “preservare la pace e cooperazione, la sicurezza della regione, aiutare aziende italiane che vogliono investirci, favorire la ricerca”, in quanto si tratta, dice Meloni, di un “territorio strategico per studiare cambiamento climatico”.

 

“Su Trentini non ci fermeremo finchè non riabbracerà la madre”

La conferenza stampa di inizio anno si apre con una domanda sulla liberazione di Alberto Trentini, detenuto in Venezuela. "Il governo – dice la premier Giorgia Meloni - si occupa di questa vicenda da 400 giorni, Trentini non è l'unico italiano detenuto. Non smetteremo di occuparci di questa vicenda fino a quando la madre non potrà abbracciare suo figlio". La premier saluta “con gioia” la liberazione dei due italiani in Venezuela, dicendosi “fiduciosa” e considerando “il segnale dato dalla presidente venezuelana di grande valore”.

Di più su questi argomenti: