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Dem anti maranza

Il Pd (in versione Lega) va all'attacco e riscopre la sicurezza. I numeri di Piantedosi

Ruggiero Montenegro

"La gente ha paura". In Senato il Pd presenta un'interrogazione contro la "propaganda del governo". Misiani: "Vogliamo dare un segnale politico". Renzi ricorda il capotreno ucciso a Bologna: "Meloni ha fallito". La replica del ministro durante il question time: "Nel 2025 reati in calo del 3.5 per cento. In arrivo ulteriori iniziative"

“Caro ministro, la gente ha paura”. Citano rapporti (un po’ audaci), attaccano Meloni, chiedono a Matteo Piantedosi: “Quali misure di carattere preventivo e di natura strutturale intende adottare il governo?”. E’ il Pd anti maranza, legge e ordine, che insegue il M5s e in certi passaggi adopera temi e parole che quasi ricordano le battaglie della Lega. Sulla spinta della cronaca, delle esigenze messe in campo dai propri amministratori, i dem riscoprono la sicurezza. E puntano il ministro dell’Interno, che intanto annuncia “ulteriori iniziative”.

 

In Senato i dem depositano un’interrogazione per incalzare la propaganda della destra, per infilarsi nella sue contraddizioni. La presentano in Aula Valeria Valente e Andrea Giorgis, ma la firma tra gli altri anche Antonio Misiani, che si muove in quota Schlein e sta già lavorando al prossim question time. “Per avere numeri aggiornati. I reati sono in aumento, ma tengono i dati nascosti. Lo loro è solo retorica. Oggi vogliamo dare un segnale politico”, dice al Foglio il responsabile economico del Nazareno. Giuseppe Conte, l’alleato sfuggente, sulla questione sicurezza ci sguazza da un bel po’. I suoi organizzano eventi alla Camera, presentano leggi con Cicalone – il giustiziere delle metro romane, e non solo, che corteggia anche la maggioranza. Ma ieri anche il Pd ha voluto piantare la sua bandierina. Nel testo dell’interrogazione presentata a Piantedosi si spiega quindi che “i cittadini italiani si percepiscono meno al sicuro a camminare da soli per strada la notte rispetto a quelli di decine di altri paesi”. Quali? “Iraq, Ruanda e Bangladesh”. E ancora: “La percezione di sicurezza degli italiani è la più bassa in Europa e la novantacinquesima nel mondo, addirittura dopo l’Ucraina”. La fonte a cui attingono i dem è il Global safety report. I senatori del Pd sottolineano inoltre le misure “gravemente insufficienti” per le forze dell’ordine dell’ultima manovra, chiedono maggiori espulsioni e una strategia sull’immigrazione. E poi, in un altro passaggio, se la prendono con gli ultras “che mettono a ferro e fuoco le città”. Ma soprattutto: “Ormai si apprende con frequenza allarmante di manifestazioni con intenti pacifici che coinvolgono migliaia di persone in ogni parte d’Italia che si concludono regolarmente con gravi scontri e devastazioni senza alcun blocco o controllo preventivo di sicurezza”.

 

Sono parole che con questa nettezza non erano forse mai arrivate dai banchi del Pd – il segnale politico di cui parlava Misiani – e trovano sponda nell’intervento duro di Matteo Renzi, che non rinuncia comunque a dare una stoccata al campo largo. Anche l’ex premier, che maneggia foglietti con il simbolo del Pd, rivolge una domanda al titolare del Viminale, mettendo in fila le ultime vittime, ne ricorda i nomi. A partire da Alessandro Ambrosio, il capotreno “ucciso in modo barbaro” alla stazione di Bologna da un cittadino croato fermato più volte in precedenza. “Avete fallito. Signor ministro, non le sembra che dalla fuffa del decreto rave alla barzelletta dei centri in Albania, state prendendo in giro gli italiani? Vi riempite la bocca di slogan ma non riuscite a garantire la certezza della pena”, è l’affondo di un Renzi che poco dopo si dirà “deluso e imbarazzato” dalla replica di Piantedosi. Mentre ai progressisti ricorda: “L’alternativa si costruisce su tasse e sicurezza, sui fallimenti di Meloni, e non difendendo Maduro”.

 

Tocca dunque a Piantedosi (che a Palazzo Madama parla anche di Askatasuna e Hannoun) e affida la sua risposta a numeri e statistiche, ai “39 mila nuovi assunti tra le forze di polizia” e al calo dei reati nel 2025: complessivamente meno 3,5 per cento, dice il ministro. Mentre il 35 per cento è compiuto da stranieri. Piantedosi rivendica l’efficacia del governo e dice che sono in arrivo “ulteriori iniziative, confido nel sostegno dell’opposizione”. Sulle tempistiche (già nel prossimo Cdm?), sulle modalità (un decreto, una legge o altro ancora) e sui contenuti però non si sbottona. Ieri intanto era in programma anche una riunione tra esponenti della maggioranza, mentre è riaffiorata a destra la polemica su Strade sicure, che vede contrapposti Guido Crosetto e Matteo Salvini (con la sponda di La Russa). Il leader del Carroccio invece è tornato a rilanciare la legge anti-maranza e le altre proposte leghiste che dovrebbero confluire nel provvedimento che è allo studio. Quello che il campo largo considera l’ennesima trovata propagandistica del governo ma che almeno per una volta mette tutti d’accordo, da Renzi a Schlein fino a Conte.

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