(foto Ansa)
nel mondo dem
Decaro (cintura nera di Tetris) fa la sua giunta (con dentro il predecessore Emiliano)
Nelle prossime ore il presidente della Puglia nominerà la sua squadra di governo, tra incastri territoriali, suggestioni arrivate da Roma e diplomatici equilibrismi con l’eredità emilianista. Ecco chi ci sarà
Stretto in una camicia di forza dall’obbligo di nominare otto assessori su dieci dal consiglio regionale, nelle prossime ore il governatore Antonio Decaro - dopo la proclamazione ieri dei 50 eletti - potrebbe già nominare la sua prima giunta, guadagnandosi la cintura nera di “Tetris”, tra incastri territoriali, suggestioni arrivate da Roma, diplomatici equilibrismi con l’eredità emilianista (che ha portato una truppa cospicua nella nuova assemblea legislativa) e la voglia di recuperare il tempo perduto (entra in carica un mese e mezzo dopo il voto di fine novembre).
Nei giorni scorsi aveva chiesto di aspettare che la Commissione elettorale centrale ultimasse i lavori con l’ufficialità dei consiglieri e adesso - in tempi da centometrista - completerà il confronto con i partiti e le civiche per dare forma alla compagine di governo. Assumendo la stessa postura dialogante di Elly Schlein con quelli che chiamava nella rovente fase congressuale “cacicchi”, l’ingegnere barese potrebbe nominare come assessore il predecessore, Michele Emiliano, con la delega allo Sviluppo economico e alle crisi industriali (a partire dall’Ilva). Occuperà uno dei due posti per gli esterni (il secondo andrà a una vendoliana).
Con la sistemazione del nodo Emiliano (sempre che non arrivi un colpo di scena, escluso dai beninformati che frequentano il Nazareno), Decaro potrebbe consegnare la delega più pesante, quella della Sanità, ad uno dei più competenti e fidati, Donato Pentassuglia, un riformista dem al quarto mandato di fila. Tra i papabili anche Raffaele Piemontese e Debora Ciliento (vicina al capogruppo al Senato, Francesco Boccia), mentre il governatore dovrà scegliere un salentino nel derby tra Stefano Minerva e Loredana Capone, vicepresidente dell’assemblea nazionale Pd.
Poi c’è il focolaio dei 5S: avranno un assessore, ambiscono alla vicepresidenza della giunta, hanno puntato la delega all’Ambiente per collegarla al dossier Ilva (su cui il vice di Giuseppe Conte, Mario Turco, ha idee di riconversione alla Bilbao) e non hanno le idee chiare per la disputa che vede litigare tre dei quattro consiglieri pentastellati. L’ultimo nodo da sciogliere è la tenuta dei numeri del Consiglio: Decaro dovrà fare i conti con tanti eletti cresciuti nell’emirato emilianista e devoti al magistrato in aspettativa, con effetti imprevedibili nelle delibere a maggioranza qualificata.